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26 Aprile 2008 su l'eco delle parole
Certe giornate
sembrano non finire mai.
Sono interminabili e
non è solo perché le vivi fin dalle prime luci dell'alba... Certo, anche il
fatto che fai qualcosa che non ti piace, contribuisce a dilatare il tempo,
eppure anche questo non è l'unico motivo.
Magari è quel
desiderio impossibile di ubiquità che fa perdere la dimensione temporale: si
cerca di immaginare il trascorrere di quegli stessi minuti, anche nell'altro
contesto in cui si vorrebbe essere... un po' come vivere due volte, solo che
una di queste vite è solo fantasticata.
Le giornate così,
sono faticose. Non tanto per il raddoppiamento dei minuti, ma per la
sensazione che hai di stare a sprecarli tutti, sia quelli veri che quelli
sognati... i minuti diventano ore buttate e sembra davvero impossibile
riuscire a sostenerne il peso.
Certe giornate,
allora, vorresti solo portarle al termine, per poi finalmente concluderle e
dimenticartene... perché è la consapevolezza di come avrebbero potuto essere,
che in realtà vuoi scordare.
Ma certe giornate,
però, ad un tratto possono cambiare e, quasi per magia, ti trovi esattamente
dove volevi essere. E non è più immaginazione, ci sei davvero e te ne accorgi
perché la felicità ha sostituito la frustrazione ed il tempo ha ripreso a
correre normale. Veloce.
E così, certe giornate,
vorresti che non finissero mai.
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Sdoppiamenti
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