29 Dicembre 2008

Un angelo non dorme mai. Tanto meno di notte. Il sonno di chi ci è stato affidato deve essere custodito, così ci hanno insegnato... anche se poi, ognuno ha il suo sistema... a me, ad esempio, piace distendermi a fianco, non troppo vicino ma abbastanza da poter sentire il respiro, adattarlo al mio. Non che un angelo abbia bisogno di respirare, certo... però è bello farlo,  come suonare  la stessa musica, come cantare insieme. E lei dormiva meglio, sembrava quasi percepire il mio respiro e si rilassava nella sua fase di sonno più profondo...

Ora non posso più farlo. C'è un respiratore artificiale che le pompa nei polmoni la quantità di ossigeno necessaria. Qualche volta mi stendo ancora al suo fianco cercando un altro modo per farle sentire la mia presenza, ma è così difficile, tutto nel suo corpo è guidato da macchine, è praticamente impossibile trovare qualcosa di veramente suo da imitare. Qualcosa di vivo.

Un angelo non ha mai dubbi. Sa sempre quale è il suo posto, quale è il suo compito. Sa sempre cosa fare. Così io sto con lei in questa stanza d'ospedale ormai da dieci anni vegliando il suo sonno innaturale, restando accanto al suo corpo inanimato, aspettando la sua anima prigioniera in esso. Ma  per un angelo il tempo è solo una parola.

Eppure, le notti sembrano più lunghe da quando siamo qui. Sarà che non si vede mai nessuno... si, le infermiere passano ad intervalli regolari, controllano che tutti i parametri siano a posto, annotano  diligentemente i valori nella cartella, ma raramente spendono un pensiero vero e, invece,  sono solo quelli che io riesco a sentire: pensieri, sentimenti, emozioni... lei  ne aveva così tanti prima, ed ora,  questo lungo  black out mi sembra strano... un silenzio continuo interrotto soltanto dai pensieri che le regalano gli altri. Di giorno  è più facile, i visitatori non mancano mai, anche se non sono numerosi come i primi tempi. Ma i familiari sono puntuali e attenti, la accarezzano raccontandole ciò che succede fuori, si affannano negli innumerevoli tentativi per procurarle ogni possibile, anche minimo; miglioramento. La ricoprono di amore. E di dolore. E di frustrazione. Cresce tutto in egual proporzione...  A qualcuno potrebbe sembrare una contraddizione, ma un angelo legge nel profondo e capisce.

Qualche volta è più difficile. Come quando la rabbia, seppure traboccante di amore, li fa inveire e chiedere il perché il suo angelo non l'ha protetta da questa sorte. Allora piango con loro le lacrime che lei non può far uscire, come se fossero le sue. Ma io non ho le risposte che cercano.

E poi, siamo diversi da come gli umani tendono ad immaginarci...  No, non ci sono svolazzamenti, peripezie per spostare ostacoli e allontanare pericoli. La nostra veglia è leggera e discreta e la nostra protezione segue regole che non ci è dato comprendere.

Ma un angelo non si fa domande, non ha bisogno di sapere, di spiegare, di capire. Non si chiede perché è successo, chi l'ha voluto. Un angelo accompagna, conforta, riscalda. Anche nel silenzio di pensieri di questa stanza d’ospedale. Questo è il suo compito e la felicità è data dal fatto di assolverlo.

Forse a qualcuno questo può sembrare poco… non so, non ho deciso io di essere un angelo, non l’ho chiesto e non so chi l’ha determinato, però penso che la gente starebbe peggio senza un angelo accanto.

E’ ancora notte. Ma non per molto. Tra poco inizierà il nuovo turno, magari un’infermiera pietosa si soffermerà a guardare oltre il corpo inanimato e la lista di numeri. A volte succede. Ce n’è una che non manca mai di regalare una piccola carezza prima di andarsene e poi c’è quel medico… sarà lui che premerà quell’interruttore quando sarà il momento. Ho sentito i suoi pensieri. Si, ne ho sentiti anche altri, discordi al suo… tutti giusti. Almeno credo. Un angelo non ha il potere di dire cosa sia giusto e cosa sbagliato. Però i pensieri di quel medico io li ho capiti. Ho guardato oltre la sua spalla ed ho visto il suo angelo. Ci siamo scambiati un sorriso.

Un angelo non si chiede cosa sia veramente bene, cosa sia veramente amore. O chi può decidere quando staccare la spina.
Un angelo è semplicemente con te e non è mai stanco di aspettare. Però, questo angelo sarà felice di ascoltare un'anima finalmente libera.

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