distrattaMENTE

Post n°483 pubblicato il 29 Aprile 2009 da sednaa





L’impiegata alla cassa è una nuova, deve essere una qualche sostituzione. In un paese come il mio sei abituato a vedere ogni giorno le stesse facce, per cui certe cose le noti subito. Che poi, in una banca non è neanche tanto bello: entri e sei perfettamente consapevole che ogni impiegato conosce la tua situazione economica. Più o meno. Voglio dire, mica si ricorderanno di tutti…

Comunque, questa è nuova. Gli regalo uno dei miei sorrisi affabili  ed un buongiorno al quale lei risponde in maniera automatica riservandomi un’occhiata distratta. Immediatamente dopo, però torna a guardarmi  con un quella che classifico come una vaga curiosità. Socchiudo impercettibilmente gli occhi cercando di ricordarmi se per caso non la conosca già… a volte faccio queste figuracce… ma sono sicura di non averla mai vista, per cui assorbo impassibile la sua occhiata e formulo la mia richiesta. Lei distoglie gli occhi come colta in fallo e si affretta ad eseguire l’operazione, ma mentre aspetta la schermata nel pc, la sorprendo di nuovo a sbirciarmi. Sorrido di nuovo tanto per darmi un contegno ed inizio a sentirmi leggermente a disagio. La prima cosa che faccio è quella di passarmi le dita intorno alla bocca e sotto agli occhi… non so, magari mi è rimasta qualche traccia della colazione? Il trucco sbaffato?
Lei mi guarda ancora. Mi fa tornare in mente quella volta in cui ad una riunione c’era un tizio con uno splendido riporto di capelli sulla testa, evidentemente scomposto dal vento fuori, che gli era sceso sulla fronte… lui parlava ed io mi accorgevo con orrore che non riuscivo a distogliere gli occhi da quel particolare. Ma io non ho mica il riporto! Ho solo… Ah, ecco, ho capito… ha notato le mie meches rosa, ogni tanto me lo scordo che le ho fatte. Magari lei pensa ad un errore del parrucchiere, invece ho pure pagato!

Sono già più tranquilla e all’ennesima occhiata curiosa rispondo alzando un po’ il mento quasi in sfida e guardandola a mia volta. Lei è decisamente più magra di me (vabbe’, non è difficile), più elegante di me (e anche per questo direi che ci vuole poco), più giovane, mmm… questo non saprei. In ogni caso a me i mie capelli piacciono e quindi può guardare quanto vuole!
Li ho pure lasciati sciolti stamani. Anzi, in ufficio,  mentre lavoravo, mi davano anche un po’ fastidio, specie una ciocca davanti che mi cadeva sempre, tant’è vero che l’ho fiss… Improvvisamente il pensiero ripercorre velocemente i mie gesti di solo poche ore prima che sfrecciano davanti ai miei occhi in rapidi fotogrammi per poi soffermarsi definitivamente su uno… nello stesso istante, l’impiegata si piega leggermente verso di me e mi sussurra in maniera complice: “Scusi, ha una graffetta nei capelli…”

So già che è vero. Quando lavoro e mi ritrovo sprovvista di laccini, pinze e mollette varie, ricorro a quello che mi offre la scrivania…
Ma la tigna è tigna ed ormai mi è presa così, per cui allargo il sorriso e le rispondo candidamente: “Lo so. Carina vero?”

Che poi, ho controllato, nella scatola c’è scritto fermagli…

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