plus-valenza (le cose che abbiamo...)

5 Maggio 2009




Penso che la chimica mi piacerebbe adesso. Molto più di quanto mi piaceva quando dovevo studiarla, intendo…   Che poi, alla fine, un verso glielo avevo anche trovato… a parte l’organica, lì non c’era speranza.

Ma ora che, nelle mie personalissime divagazioni pseudofilosofiche (ok, chiamiamole con il loro vero nome: str… mmm, chiacchiere),  mi diletto in paragoni, similitudini e metafore,  credo che anche la chimica mi sembrerebbe più umana… una materia emotiva, insomma.

Prendiamo questa storia dei legami.  Quelli chimici seguono tutta una serie di regole che sarebbe interessante trasporre nella pratica delle nostre relazioni personali. Voglio dire, come se fossimo tutti elementi della tavola periodica in grado di combinarci tra noi in base alla nostra valenza al fine di raggiungere l'ottetto completo.

Ecco, io penso di essere uno di quegli elementi dalle molteplici valenze: troppo facile scambiarsi l'elettrone con qualcuno che ha la stessa identica possibilità di scelta...  no, io sono in grado di combinarmi con elementi diversi o, comunque, a livelli diversi, mettendo in comune uno, due, tre, quattro elettroni a secondo della capacità di ricevere o cedere di quello che ha la discutibile fortuna di incappare in me.

Il problema è riconoscerlo. Le persone dovrebbero andare in giro con stampate addosso le valenze chimiche come nella tavola degli elementi di Mendeleev, così sapremmo già come comportarci... inutile volergi cedere due elettroni se nell'orbitale lui ha posto solo per uno... inutile anche pretendere di di riceverlo da chi ha la valenza negativa e può solo accettarlo. Risparmieremmo un sacco di tempo e di energie e creremmo legami, più o meno forti, ma comunque stabili.

mmm... o forse sarebbe una noia mortale.




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