6 Ottobre 2005
Oggi mi sento un po' forzata in tutte le cose che faccio, nei miei atteggiamenti, nelle azioni, persino nei pensieri: è come se mi imponessi un umore mentre dentro ne ribolle un altro... forse mi succede spesso, ma oggi lo avverto maggiormente segno evidente che il consueto automatismo nn è scattato.
La verità è che tutte le mattine mi sveglio dicendomi che mi sento bene e che sarà una buona giornata e, puntualmente ogni sera, mi sorprendo a pensare che è stata pessima, difficile e infelice.
Carica esaurita. Game over. Ok panico.
Per un istante, che a volte dura il tempo di un sospiro, altre quello di un'esondazione di lacrime, altre ancora di un sonno agitato, mi assale la consapevolezza di una disperazione che è rimasta solo sopita mentre ostentavo una forza che nn so se davvero possiedo. Ma l'istante, breve o lungo che sia stato, passa lasciando il posto a nuove certezze: nn importa quanto reale sia quella forza, quanto imposte siano le soluzioni, quanto profondo e intenso sia il malessere... io quella disperazione nn me la posso permettere. Non ci sono conti da rimandare alla fine, io il saldo l'ho già fatto e prelevato. Nel momento più buio e difficile della mia vita ho fatto i conti con quelle che ho capito essere le mie priorità. E le ho ottenute.
Il resto sono solo ordinarie disperazioni nn previste nella spesa.
Difficile ricordarsene alla sera, ma impossibile scordarsene al mattino.
Ed è per questo che, forzata o meno, io SO di stare bene.
Oggi mi sento un po' forzata in tutte le cose che faccio, nei miei atteggiamenti, nelle azioni, persino nei pensieri: è come se mi imponessi un umore mentre dentro ne ribolle un altro... forse mi succede spesso, ma oggi lo avverto maggiormente segno evidente che il consueto automatismo nn è scattato.
La verità è che tutte le mattine mi sveglio dicendomi che mi sento bene e che sarà una buona giornata e, puntualmente ogni sera, mi sorprendo a pensare che è stata pessima, difficile e infelice.
Carica esaurita. Game over. Ok panico.
Per un istante, che a volte dura il tempo di un sospiro, altre quello di un'esondazione di lacrime, altre ancora di un sonno agitato, mi assale la consapevolezza di una disperazione che è rimasta solo sopita mentre ostentavo una forza che nn so se davvero possiedo. Ma l'istante, breve o lungo che sia stato, passa lasciando il posto a nuove certezze: nn importa quanto reale sia quella forza, quanto imposte siano le soluzioni, quanto profondo e intenso sia il malessere... io quella disperazione nn me la posso permettere. Non ci sono conti da rimandare alla fine, io il saldo l'ho già fatto e prelevato. Nel momento più buio e difficile della mia vita ho fatto i conti con quelle che ho capito essere le mie priorità. E le ho ottenute.
Il resto sono solo ordinarie disperazioni nn previste nella spesa.
Difficile ricordarsene alla sera, ma impossibile scordarsene al mattino.
Ed è per questo che, forzata o meno, io SO di stare bene.
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