10 Marzo 2006
Come al solito, con i miei post arrivo in ritardo ed ecco allora che ne sparo solo adesso uno sulla Festa della Donna.
Ho già scritto in passato i miei sentimenti contrastanti rispetto alla "questione femminile” e di fatto mi rimane difficile sintetizzare il mio pensiero.
Non starò quindi ad indagare sull'opportunità o meno di questa festa, ne' mi sento di condannare che a mio parere finisce con lo svilirla: ognuno fa il suo percorso.
Sentendo, però, la notizia della neonata abbandonata mi è venuto spontaneo pensare che sarebbe nostro dovere di donne, nn solo l'otto marzo ma ogni giorno dell'anno, divulgare il più possibile l'informazione sulla possibilità di partorire in anonimato negli ospedali e dare in adozione il bambino, oppure sulle tante strutture di aiuto che ci sono ("Donna chiama donna”, case famiglie, servizi sociali).
Se ci sono donne talmente disperate, confuse o sbandate da abbandonare il proprio piccolo, vuol dire che si, ancora oggi c'è bisogno di occasioni di riflessione, incontro, informazione.
C'è bisogno di "un altro” 8 Marzo.
Come al solito, con i miei post arrivo in ritardo ed ecco allora che ne sparo solo adesso uno sulla Festa della Donna.
Ho già scritto in passato i miei sentimenti contrastanti rispetto alla "questione femminile” e di fatto mi rimane difficile sintetizzare il mio pensiero.
Non starò quindi ad indagare sull'opportunità o meno di questa festa, ne' mi sento di condannare che a mio parere finisce con lo svilirla: ognuno fa il suo percorso.
Sentendo, però, la notizia della neonata abbandonata mi è venuto spontaneo pensare che sarebbe nostro dovere di donne, nn solo l'otto marzo ma ogni giorno dell'anno, divulgare il più possibile l'informazione sulla possibilità di partorire in anonimato negli ospedali e dare in adozione il bambino, oppure sulle tante strutture di aiuto che ci sono ("Donna chiama donna”, case famiglie, servizi sociali).
Se ci sono donne talmente disperate, confuse o sbandate da abbandonare il proprio piccolo, vuol dire che si, ancora oggi c'è bisogno di occasioni di riflessione, incontro, informazione.
C'è bisogno di "un altro” 8 Marzo.
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