Questa mattina, alla radio, ho sentito una notizia secondo la quale, negli Stati Uniti starebbe cambiando il rapporto con l'obesità: in altre parole, mentre fino a qualche anno fa oltre il 50% degli intervistati esprimeva una pesante critica su questa categoria di persone, attualmente tale percentuale sarebbe di poco superiore al 20%, segno evidente di una maggiore indulgenza rispetto alla condizione. L'inversione di tendenza è stata probabilmente determinata da un considerevole aumento della popolazione obesa (due americani su tre sono in soprappeso), vittima della ormai nota cattiva alimentazione. L'atteggiamento meno severo sarebbe determinato, dunque, dalla necessità di un maggiore permissivismo più che da un reale cambiamento di gusto estetico.
Ora, io mi rendo perfettamente conto che soprappeso e cattiva alimentazione sono dannosissimi per la salute più che per l'immagine, ma se tale problema ci obbliga a modificare un pochino i nostri parametri estetici... be', nn posso fare a meno di esserne contenta.
Si, si, ho recuperato la mia forma fisica e ne sono felice: sto meglio, mi sento più dinamica e più a mio agio in qualunque situazione, ma sono veramente stanca di sentirmi fare felicitazioni come se solo adesso avessi riconquistato una sorta di dignità. No, dico, sono stata salutata e complimentata da persone con cui nn avevo mai scambiato più di qualche frase! Insomma, ciò significa che per ogni attuale "ma ciao, come stai bene”, prima corrispondeva il pensiero "accidenti come sta male”.
Non so se a rattristarmi è questa sommarietà di giudizio altrui o la mia dipendenza da esso. In effetti, sentirsi più accettati perché di aspetto più gradevole, nn è particolarmente edificante. Essere rientrata "negli schemi” mi infastidisce alquanto, ma nn mi piaceva neanche starne fuori!
Sono gli schemi a nn piacermi.
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