Dirty dancing
12 Giugno 2006
Spesso ho pensato di essere nata in un'epoca sbagliata. O forse, nel posto sbagliato. A dire il vero non ho particolari fantasie su altri periodi, remoti, prossimi o futuri che possano essere, eppure ho come la sensazione di aver mancato una sorta di appuntamento con qualcosa. Si, ho perso anche occasioni, è vero ma penso che più frequentemente siano le occasioni ad avermi perso di vista. Prendiamo il ballo, ad esempio. Ai "miei tempi” non si ballava. Cioè, andavamo in discoteca, certo, però lo stile di ballo rasentava l'immobilismo... praticamente ondeggiavi leggermente sollevando in modo infinitesimale ora un piede ora l'altro. E riuscivi a farlo anche per due ore di seguito! Qualche volta erano riusciti a prendere campo alcuni stili più movimentati, come lo ska, ma la sala che frequentavo sembrava avere la tendenza a soffocare simili esplosioni e dopo averci fatto sfogare per un brevissimo istante ecco che tutti ripiombavano nella danza-zombies. La mia era probabilmente una generazione intermedia, una di quelle senza infamia e senza lode e poi, anche il fatto di stare in un paesino incideva pesantemente; il ballo liscio era praticamente demonizzato sia perché considerato anacronistico sia perché richiamava la campagna, le feste popolari e tutto quel che sembrava allontanare le ambizioni cittadine. Ma c'era di peggio. Non si ballavano neanche i lenti. Sembrava proibito. Se venivi invitata per un lento da un ragazzo, di certo proveniente da fuori paese (gli aborigeni non l'avrebbero neanche pensato), sgranavi gli occhi come se a chiederlo fosse stato un alieno e ti affrettavi a rifiutare l'assurda proposta. Non sono mai riuscita a capire la ragione di quella consuetudine. Se fino ai vent'anni la responsabilità della mia scarsa attività danzante è stata del contesto o del periodo, dopo di allora è subentrata la casualità. Altri interessi, altri impegni, le compagnie, le occasioni, il matrimonio... neanche te ne accorgi che sono passati secoli dall'ultima volta che hai messo piede in discoteca! E figurati se ci pensi dopo, quando sei pure mamma... Poi un giorno ti rendi conto che in realtà ballare ti piace proprio, a pensarci bene ti è sempre piaciuto... Perché accidenti non lo hai fatto????? Forse se avessi ballato di più quando era il momento (sembra la stessa recriminazione del post sulle dipendenze...), dopo non ne avrei sentita la mancanza. O, forse, avrei continuato a farlo sistematicamente ed adesso non sarebbe così difficile ricominciare. Difficile? Impossibile! Che faccio, vado adesso in discoteca insieme ai giovincelli? Mi iscrivo ad un corso di hip hop insieme alle compagne di scuola di mia figlia? Però, almeno il latino americano che va tanto di moda... macché, mio marito non ci verrebbe (come la maggior parte dei mariti, ho scoperto) ed io trovo terribilmente deprimente ballare tra donne. L'unica attività che mi consente di sfogare i miei "istinti” è la ginnastica aerobica ma non è decisamente la stessa cosa. Temo fortemente che per trovare la giusta soddisfazione mi toccherà aspettare la casa di riposo...
9 Giugno 2006
Sarà l'età, saranno gli scandali, sarà che l'eccessiva esposizione toglie il phatos... ma il mio livello di eccitazione rispetto a questi mondiali di calcio è decisamente bassino... Si, lo so che sono una donna e teoricamente non faccio testo (lo so che voi maschi l'avete pensato... maledetti!!!)... proprio questa mattina alla radio parlavano degli svaghi di mogli e fidanzate e anche sui blog ho visto notizie sulle presunte "vedove del pallone”... mah!? Tutto ciò non è anacronistico? Per quel che mi riguarda, l'unica cosa per cui nonhomai litigato con mio marito adesso e mio fidanzato prima, è stato ed è proprio lo sport! Mi è sempre piaciuto, fin da ragazzina, e ci sono poche discipline che non amo seguire. Il calcio, da qualche anno, non è proprio in cima alla lista, specie quello di club, ma non lo disdegno e non ho mai mancato gli appuntamenti con i mondiali o gli europei. Però, quest'anno... non so, mi sembra tutto meno interessante e l'atmosfera che viene rappresentata in tv o alla radio mi pare vagamente forzata... come se dovessero convincerci che siamo davvero così impazienti ed elettrizzati. Forse hanno paura di aver rotto il giochino magico? Ma no, tranquilli. Basterà sentire l'inno e il fischio di inizio e saremo pronti. Siamo fedeli. Noi.
2 Giugno 2006
"ti ho sentita piangere un amore inutile
ti ho vista delusa sempre più lontana
una stella pallida che non brilla più."
(F.Renga - Raccontami)
Dedicato a tutte le stelle pallide, a quelle che non brillano più, a quelle che pensano di non saperlo più fare, a quelle che credono di non doverlo più fare, a quelle che comunque ci provano. E anche ai pianeti.
1 Giugno 2006
ah... stamani, in barba a tutto il peggio dei notiziari, alla faccia del tempo bigio che sembra deciso a rovinarmi il fine settimana e malgrado la previsione di una giornata decisamente difficile, ho un umore veramente... serafico. Il merito è di Zorro. Da quando ho scoperto che al mattino, prima dei cartoni animati, danno il telefilm (nn la vecchia serie di quando ero ragazzina, decisamente migliore, ma quello più recente), le mie giornate hanno acquistato un nuovo senso. Che vi devo dire, è estremamente rassicurante occuparsi delle varie incombenze mattutine mentre Zorro risolve magicamente tutti i problemi del villaggio. Ed il fatto che Los Angeles sia solo un piccolo gruppo di case, con un pugno di persone di cui, guarda caso, solo uno ha i baffettini come Don Diego ma, naturalmente nessuno rileva la benché minima somiglianza con l'eroe mascherato... ah, mi riempie di serenità!!! L'altra mattina, addirittura, dopo un'avventuara all'interno di una miniera, con tanto di crollo, ecco che il nostro DelaVega se ne esce tutto bello fresco, pettinato e con una camicia bianca immacolata da far invidia a tutte le massaie. Meraviglioso!!! ed ora via... verso nuove avventure!!!
31 Maggio 2006
La notizia l'avevo intravista ieri sulla pagina di libero e volutamente ignorata, ma questa mattina la ribadivano anche le notizie alla radio con cui mi sono svegliata e così non ho più potuto far finta di niente. Infastidita di primo mattino, mi sono alzata e diretta al mobile dove tengo la maggior parte dei libri: i "suoi” erano in alto (belli polverosi, a dire il vero), mi ci è voluta una sedia per raggiungerli. La prima tentazione era quella di toglierli di mezzo, ma i libri sono sacri... ho sfogliato il primo che ho letto, avrò avuto 17 anni... sul risvolto della copertina venivano riportate le parole di un'intervista all'autrice: "(...) Un libro sulla solitudine dell'individuo che rifiuta d'essere catalogato, schematizzato, incasellato dalle mode, dalle ideologie, dalle società del Potere. Un libro sulla tragedia del poeta che non vuol essere e non è uomo-massa, strumento di coloro che comandano, di coloro che permettono, di coloro che spaventano; siano essi a destra o a sinistra o al centro o all'estremo centro. (...)” Coloro che comandano... che permettono... Che ci fai, Fallaci, nella mia biblioteca??????? "A chi non teme il dubbio a chi si chiede i perché senza stancarsi e a costo di soffrire e morire” Non sembri più avere molti dubbi, Fallaci. Io ne ho ancora molti, stamani anche quello di capire chi aveva scritto quei libri.
28 Maggio 2006
"Ripeterei tutto quello che è passato
comprese le tue bugie
perché le scoprirei
molto prima e senza aiuto"
(Samuele Bersani - Chiedimi se sono felice)
Mi sento un po' svagata... più del solito, intendo! :) Ultimamente mi è capitato spesso di pensare a quanto realmente impariamo dai nostri errori e dalle nostre esperienze. Davvero i nostri schemi mentali ci spingono a ripercorrere strade già battute? Cosa riusciremmo effettivamente a cambiare se potessimo tornare indietro? Poi, oggi pomeriggio mi sono imbattuta casualmente nel film "Peggy Sue si è sposata" che, certo, nn è tra i più riusciti di Coppola ma che ho riguardato comunque con piacere dopo molti anni. E rivedere il viaggio a ritroso nel tempo diKathleen Turner, con gli occhi della "coetanea" e alla luce di tutte le riflessioni dell'iltimo periodo... be'... che devo dire... mi ha lasciata in uno stato d'animo particolare. Confusa... e svagata.
26 Maggio 2006 Torno a parlare di felicità, citando direttamente la mia fonte di "intraducibili”, vale a dire un bel romanzo letto qualche anno fa, in cui, ironizzando sulle tecniche di autoaiuto, si ipotizzava la pubblicazione di un vero e proprio manuale per trovare finalmente la felicità e contro il quale il protagonista si trovava ad ingaggiare una lotta all'ultimo sangue. E verso la fine della storia, afferma quanto segue:
"... L'allegria non è uno stato d'essere, May. E' un'attività. L'allegria è un verbo, non un nome. Non esiste indipendentemente dalle nostre azioni. L'allegria dovrebbe essere qualcosa di effimero e transitorio, perché non è fatta per essere permanente. Mono-no-awaré, May. "La tristezza delle cose.” La tristezza che pervade tutto, persino l'allegria. Senza quella, nemmeno l'allegria può esistere. L'allegria è ciò che facciamo. L'allegria è ballare nudi sotto la pioggia. L'allegria è pagana e assurda, e si mescola al desiderio e alla tristezza. La gioia no. La gioia è ciò a cui si arriva quando si muore. Sto partendo. Vado a sud, verso il deserto, verso uno scontro finale. Voglio salvare tutti dalla felicità. Voglio riportare l'allegria, il dolore e i piaceri colpevoli della vita nel posto che spetta loro di diritto. Vado a salvare il mondo...”
(Will Ferguson - Felicità)
23 Maggio 2006
E poi qualcuno continua a sbeffeggiare i fumetti... questa mattina un giornale riportava la notizia di una proposta, in Inghilterra, di trasportare un iceberg per ovviare al problema delle disponibilità di acqua. Ebbene, io ricordo di aver letto da bambina (si, si... secoli fa)un numero di Topolino in cui questa stessa cosa la facevano a Paperopoli e, naturalmente, gareggiavano nell'impresa Paperon De Paperoni e Rockerduck; la vittoria, ovviamente la conquistava Paperone giungendo a bordo di una mongolfiera con appeso l'ultimo residuo di ghiaccio (in realtà la concessione la otteneva esibendo un cubetto preso dal frigorifero della stanza adiacente). Incredibile come certe storie lette da bambini rimangono in mente!!! Forse quell'episodio l'avevano letto anche in Inghilterra i promotori di questa idea?
15 Maggio 2006
Dunque è scandalo. Sono d'accordo. E' veramente scandaloso che i giornali esibiscano i loro titoloni di incredulo stupore quando invece erano ben consapevoli di ciò che accadeva... ma in fondo è ciò che facciamo anche noi, no? Ci lasciamo scivolare addosso tutto quanto, scuotiamo la testa, inveiamo, diciamo che è tutto uno schifo, poi due battute per sdrammatizzare... e via! Continuo a pensare che stiamo perdendo occasioni. L'avevo segretamente pensato durante la campagna elettorale, quando infastidita dai pochi contenuti di entrambe le parti, mi ero detta che sarebbe stato un bel segnale spegnere tutti la televisione la sera del faccia a faccia. Zero spettatori, cari candidati: vi suggerisce qualcosa? Così adesso... stadi deserti nell'ultima domenica di campionato. Che spettacolo sarebbe stato! Ma noi questo potere proprio non lo vogliamo... Ma si, dateci tasse, scandali e vergogne ma non toglieteci le nostre misere soddisfazioni... il calcio, la tele, il telefonino... Forse abbiamo davvero quel che ci meritiamo.
11 Maggio 2006
Il centunesimo post è un po' come il primo... c'è come un vago imbarazzo e la sensazione che nulla di quel che si scriverà potrà minimamente interessare a qualcuno! Lo saltiamo???? (ho deciso: non festeggerò altre ricorrenze...)
9 Maggio 2006
E che diamine... il centesimo post lo festeggio anche io!!! Sarà banale, autocelebrativo e anche inutile ma non me ne importa nulla... quando ho iniziato questo blog mi sono chiesta cosa accidenti ci avrei scritto ed invece, giorno dopo giorno, "pensieri e parole” sono venuti fuori. Ma il vero risultato non è quel che io ho scritto... è ciò che gli altri hanno scritto!!! Guarda caso, ho proprio un bell'intraducibile per l'occasione: ah-un un termine giapponese che descrive la comunicazione senza parole tra vecchi amici. Si, si... noi di parole ne usiamo eccome, ma ciò che spesso ci arriva diritto all'anima è cosa ben più grande... Grazie a tutti i "vecchi amici” di questo blog!
7 Maggio 2006
Cosè la malinconia? come si fa a descrivere quella sensazioneleggera ed intensa che a volte ci pervade senza una ragione, o almeno senza una ragione che siamo disposti a riconoscere? Per me sono gli occhi dolci ed inquieti di Audrey Hepburn di Colazione da Tiffany che guardano lontano mentre la sua Holly Golightlysospira le note di Moon River del cui testoho trovato una "possibile interpretazione".
Fiume Fatato infinita vastità ti varcherò con classe un giorno futuro. Oh, tu che evochi i sogni, che spezzi i cuori, ovunque il tuo scorrere seguirò. Insieme, alla deriva liberi di riflettere un mondo, dove ci sono ancora tante cose da scoprire. Entrambi protesi verso lo stesso inafferrabile limite dell'arcobaleno, follemente sospesi, il mio amico color del mirtillo il Fiume Fatato ed io.
3 Maggio 2006
Pare che in Italia ci siano più telefoni cellulari che in ogni altro paese d'Europa. Effettivamente, se in tv ci bombardano con gli spot di telefonia, una ragione ci deve essere; per non parlare delle offerte telefoniche che arrivano continuamente anche sul fisso di casa... Così, capita di sentire che lo stipendio non basta per fare la spesa, che nei supermercati si notino cali di vendite anche nei generi di prima necessità, ma poi si compra la scheda di ricarica... Naturalmente ognuno è libero di fare come meglio crede e di scegliere le proprie priorità, ma la riflessione mi è venuta spontanea ascoltando alcuni discorsi di alcune mamme. Ho infatti scoperto che il cellulare è uno dei regali più gettonati dai bambini che quest'anno faranno la Prima Comunione. Lo so perché anche mia figlia ha provato a buttare là questa richiesta ma ovviamente ha avuto un bel "picche” come risposta... "ma tutte le mie amiche ce l'hanno!!!” è stata l'altrettanto ovvia lamentela e allora giù a spiegarle le mie motivazioni... Ciò che mi ha lasciato perplessa, però, è stata la motivazione che ho sentito da alcune mamme sulla concessione del suddetto regalo... mi è stato infatti dipinto come uno strumento di grande utilità nella gestione quotidiana dei figli. Ad esempio consentirebbe di sfruttare meglio i tempi di attesa in occasione dei vari impegni dei bambini e garantirebbe, per dirla qualitativamente, la piena rintracciabilità dei propri pargoli... "Così posso sapere sempre dove è” mi ha fatto candidamente notare qualcuno. Ora mi chiedo: sono mentalmente arretrata oppure ci stiamo bevendo il cervello? Mia figlia ha dieci anni e viviamo in un paesino: io DEVO sapere sempre dove è, ma senza l'ausilio di un telefonino!!!! Esistono gli impegni ed esistono gli orari appositamente per permetterci di organizzarci e soprattutto per educarci al rispetto reciproco dei tempi; ok, ok, qualche volta l'uscita da catechismo non è così puntuale... capita "persino” di aspettare dieci minuti... ma andiamo, ho davvero bisogno che mia figlia mi telefoni per comunicarmi che è pronta???? Certo, capisco che ci siano situazioni più problematiche dove la tecnologia può davvero aiutare, ma non mi sembra questo il caso. E la mia piccolina ha fortunatamente capito. E vuole il game-boy.
28 Aprile 2006
"fuori è un mondo fragile ma tutto qui cade incantevole...”
(Subsonica)
Alzi la mano chi non ha mai considerato, almeno una volta, il magico mondo del virtuale una sorta di rifugio dalle ansie e dai problemi del vivere quotidiano. Si faccia avanti chi non si è mai sentito, anche per un solo istante, protetto, accolto, compreso... magari leggendo un post che ha scritto un'altra persona ma che sentiamo curiosamente dare voce a nostri segreti pensieri, magari ritrovando i soliti compagni di rete che affettuosamente lasciano i loro commenti, magari perdendosi in una lunga conversazione intimistica in una finestra di chat.. C'è davvero qualcuno che non ha mai avuto la sensazione, una volta aperta la pagina del proprio blog, di sentirsi a casa? Ma si, si... dura solo un momento, lo so... poi torniamo i soliti di sempre, adulti, concreti, razionali... forse. Ho smesso da tempo di chiedermi se quel che trovo dietro lo schermo del pc è vero o presunto, reale o illusorio, un vantaggio o un limite... mi piace pensare che questo posto sia veramente un punto di incontro di anime e menti. Senza vincoli, senza obblighi, senza parametri... Incantevole.
21 Aprile 2006
Sto provando da dieci minuti a scrivere questo post.
Inutilmente. L'errore l'ho fatto quando prima di sedermi davanti al pc di casa, sono passata dalla cucina ed ho preso un pezzetto di uovo di cioccolata. D'altra parte, quando hai almeno un figlio sotto i dieci anni, sei sottoposta ad un tale bombardamento di uova che rinunci a resistere a questa dolce tenzazionefin dal primo momento. Quest'anno poi, con il fatto che per le feste siamo andati via, l'invasione c'è stata al ritorno e quindi la disponibilità persiste tutt'ora. Ad ogni modo... il primo pezzo neanche l'ho assaporato: letteralmente fagocitato prima ancora di fare il logout... "mmm... mentre si apre la pagina vado a prenderne un altro pezzettino" ho pensato senza neanche tentare di illudermi che sarebbe stato l'ultimo.
"Scrivi nel blog... no, no... ce ne vuole un altro po'..." e via, altra passeggiatina. Mia figlia mi consiglia minacciosamente di nn finirglielo... Mi siedo di nuovo... perché la cioccolata nn mi stucca neanche un pochino?????? Forse se ne provo un pezzetto di quella fondente... mmm... no, no... è uguale. Posso tornare anche a quella al latte...
... ma che volevo scrivere???
19 Aprile 2006
"Alla fine tutto va messo alla prova:le idee, i propositi, quel che si crede di aver capito e i progressi che si pensa di aver fatto. E il banco di prova è uno solo: la propria vita. A che serve essere stati seduti sui talloni per ore e ore a meditare se non si è con questo diventati migliori, un po' più distaccati dalle cose del mondo, dai desideri dei sensi, dai bisogni del corpo? A che vale predicare la non violenza se si continua a profittare del violento sistema dell'economia di mercato? A che serve aver riflettuto sulla vita e sulla morte se poi, dinanzi ad una situazione drammatica, non si fa quel che si è detto tante volte bisognerebbe fare e si finisce invece per ricadere nel vecchio, condizionato modo di reagire?"
(Tiziano Terzani "Un altro giro di giostra")
In realtà stavo leggendo un altro libro di/su Terzani ("La fine è il mio inizio" bellissimo), quando mi è tornato in mente questo passo letto lo scorso anno e che sono tornata a cercare per riportarlo qui. Ci stavo riflettendo già da qualche giorno e molte delle riflessioni che facevo mi portavano a giudicare per l'ennesima volta con una certa severità questa mia incapacità a crescere, ad imparare, ad evolvere. Poi ho letto l'ultimo post di asvel e mi sono detta che evidentemente c'era qualcosa nell'aria che riconduceva al concetto. Sono davvero così ferma? Oppure i movimenti sono impercettibili ma costanti? E, soprattutto, mi stanno portando avanti o indietro?
"E' sempre così difficile giudicare il senso di quel che ci capita nel momento in cui ci capita e bisognerebbe imparare, una volta per tutte, a dare meno peso a quella distinzione - bene o male, piacere o dispiacere - visto che il giudizio cambia col tempo e spesso il giudizio stesso finisce per non avere alcun valore."
... che sia questa anche per me la strada per essere finalmente serena? E riuscirò mai a trovare il coraggio di percorrerla?
18 Aprile 2006
Lo so che nn dovrei lamentarmi. In fondo sono stata in giro per quattro giorni a vedere cose belle, tra l'altro, evitando anche qualsiasi incombenza relativa alle feste tipo pranzi, cene e scampagnate varie che, per quanto piacevoli, presuppongono sempre una certa dose di impegno e fatica. Però, questa mattina, mentre riordinavo con la televisione accesa, mi è capitato di vedere quello spot pubblicitario dei preparati per torte; insomma, c'è questo esemplare di donna, moglie, mamma perfetta che, tornata dal lavoro annuncia l'imminente preparazione di una torta, cosa che manda in estasi tutta la famiglia. Sono ovviamente ben consapevole che la pubblicità ci propone modelli e situazioni illusorie e inverosimili per giocare sulla nostra fragile psicologia, però la domanda mi è venuta ugualmente spontanea: esistono davvero quei mariti (nn parliamo dei figli... loro sono più concilianti ed inclini alle schifezze) capaci di andare in visibilio per una torta fatta in dieci minuti con l'impasto già bello che pronto in una busta? Esistono davvero quelli che se presenti loro qualcosa tipo "quattro salti in padella" gli stessi quattro salti nn te li fanno fare fuori dalla finestra??? Non sto parlando di single che in quanto tali hanno il pieno diritto di pretendere da se stessi qualsiasi cosa, fresca o congelata che sia. Io mi riferisco a normali mariti di normalissime donne che saltellano come cavallette da un ruolo all'altro: ora mamma attenta e affettuosa, ora lavoratrice brillante e realizzata, ora donna sicura e curata, ora moglie affettuosa ed efficiente in tutte le stanze di casa... E' così, vero? I mariti di queste fantomatiche donne adorano pure i quattro salti in padella... anzi no, in realtà nn sanno nemmeno cosa siano perché la perfettissima moglie riesce ovviamente ad eccellere anche tra i fornelli. O forse camuffa meglio anche i cibi congelati.
11 Aprile 2006
è proprio come nei film di harry potter... alla fine si riesce a sconfiggere tu sai chi, magari solo di una stoccata... ma nn è mai veramente una vittoria, perché sai che lui è subito pronto ad una nuova battaglia, con armi sempre più oscure e pericolose...
7 Aprile 2006
Che il mio è un blog di parte si era capito. Tra l'altro non mi succede spesso di schierarmi così apertamente... in politica, poi! Devo dire anche che non mi piace particolarmente nemmeno questo clima "calcistico” al quale, però, ammetto di aver contribuito. Questa mattina, effettivamente, riflettevo proprio su questo e di colpo mi sono resa conto che io, "tu sai chi”, lo devo ringraziare. Si, perché dopo diversi anni di crisi, di sfiducia, anche di disillusioni, dopo anni in cui, per dirla come Montanelli, qualche volta mi è toccato "tapparmi il naso” e tracciare il segno e qualche altra ho persino fatto in modo di non scegliere, questa volta "lui” è riuscito a dare un senso al mio voto!
5 Aprile 2006
"Passi anni a chiederti cosa vorrai fare da grande, poi un giorno ti rendi conto che grande lo sei già e che ancora non ne hai la minima idea...”
Sono un perito chimico che non sopportava la chimica e che invece sognava di fare la giornalista ma poi, scrivendo un articolo, scoprì il mondo del sociale e si buttò a capofitto nelle attività di assistenza, socializzazione ed integrazione per poi arrivare, anni dopo, ad occuparsi di amministrazione, bilanci e procedure iso 9000. Adesso che ho quarant'anni (ok,ok, qurantuno), se volessi o potessi cambiare, che potrei fare? La barista? La ballerina di flamenco? La fioraia? L'astronauta? Si valutano proposte.
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