17 Gennaio 2008
Per un po' ho pensato di cambiare nome al blog. O meglio, per un po' non ho pensato affatto al blog... poi ho avuto come un'ansia di rinnovamento ed ho ipotizzato una svolta in un cambiamento di titolo.
Ma poi sono tornata a non pensare e così tutto è naufragato.
Eppure, mentre latitavo da qualsiasi attività neuronica, ogni tanto mi si riaffacciavano alla mente parole e concetti in cui mi ero imbattuta più o meno volontariamente; si, insomma, quelle fatidiche frasi che ti risuonano in testa e finiscono con il farti chiedere se esiste una ragione particolare per cui il tuo cervello ha deciso quella sorta di martellamento. Generalmente, quella ragione la si conosce benissimo ma per un qualche motivo si è deciso di ignorarla... Ma non è questo il punto. Il punto è... l'eco.
"L'eco delle parole in cui si è inciampati e che risuonano in testa fino a diventar tue"... Ma guarda un po'... ci si potrebbe fare un blog...
Morale della favola? Nessuna. Solo che mi ero scordata della mia eco.
Per un po' ho pensato di cambiare nome al blog. O meglio, per un po' non ho pensato affatto al blog... poi ho avuto come un'ansia di rinnovamento ed ho ipotizzato una svolta in un cambiamento di titolo.
Ma poi sono tornata a non pensare e così tutto è naufragato.
Eppure, mentre latitavo da qualsiasi attività neuronica, ogni tanto mi si riaffacciavano alla mente parole e concetti in cui mi ero imbattuta più o meno volontariamente; si, insomma, quelle fatidiche frasi che ti risuonano in testa e finiscono con il farti chiedere se esiste una ragione particolare per cui il tuo cervello ha deciso quella sorta di martellamento. Generalmente, quella ragione la si conosce benissimo ma per un qualche motivo si è deciso di ignorarla... Ma non è questo il punto. Il punto è... l'eco.
"L'eco delle parole in cui si è inciampati e che risuonano in testa fino a diventar tue"... Ma guarda un po'... ci si potrebbe fare un blog...
Morale della favola? Nessuna. Solo che mi ero scordata della mia eco.
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