Vivere la crisi e forse la separazione di qualcuno che ci è molto vicino, è un po' come fare la simulazione della propria. Certo, le situazioni non sono mai uguali ed ogni coppia vive dinamiche differenti ed in fondo se uno, malgrado i problemi, l'ha fino ad ora evitata è probabilmente perché non è mai arrivati al cosiddetto "punto di non ritorno”...
È a questo punto che in genere tutti si trovano a farsi le stesse domande ed è qui che anche da spettatori si finisce per immedesimarsi ed interrogarsi a propria volta.
Quanto vale la propria felicità? Quale è il prezzo che ne possiamo far pagare all'altra persona se questa si trova a dover subire la nostra scelta? Quanti e quali compromessi è giusto sottoscrivere prima di poter dichiarare finita la partita?
Mi è capitato spesso di essere abbastanza critica rispetto alla mancanza di responsabilità che talvolta spinge a chiudere dei rapporti in nome del proprio stato di benessere psicofisico... d'altra parte, mi sono anche trovata a fare i conti che esigenze e bisogni troppo a lungo disattesi... ogni volta ho cercato la benedetta via di mezzo, cercare di dare voce a quelle parti inespresse o represse senza però evitare di mettersi in discussione e cercando di non prevaricare l'altro.
Di conseguenza, mi viene spontaneo consigliare lo stesso atteggiamento ma ora mi chiedo quanto io sia effettivamente in grado di dare consigli: la mia è davvero una via di mezzo? Oppure mi crogiolo nell'illusione che lo sia? Sono davvero così responsabile o fingo soltanto di esserlo?
E, infine... ma non erano già abbastanza i miei di problemi??????
È a questo punto che in genere tutti si trovano a farsi le stesse domande ed è qui che anche da spettatori si finisce per immedesimarsi ed interrogarsi a propria volta.
Quanto vale la propria felicità? Quale è il prezzo che ne possiamo far pagare all'altra persona se questa si trova a dover subire la nostra scelta? Quanti e quali compromessi è giusto sottoscrivere prima di poter dichiarare finita la partita?
Mi è capitato spesso di essere abbastanza critica rispetto alla mancanza di responsabilità che talvolta spinge a chiudere dei rapporti in nome del proprio stato di benessere psicofisico... d'altra parte, mi sono anche trovata a fare i conti che esigenze e bisogni troppo a lungo disattesi... ogni volta ho cercato la benedetta via di mezzo, cercare di dare voce a quelle parti inespresse o represse senza però evitare di mettersi in discussione e cercando di non prevaricare l'altro.
Di conseguenza, mi viene spontaneo consigliare lo stesso atteggiamento ma ora mi chiedo quanto io sia effettivamente in grado di dare consigli: la mia è davvero una via di mezzo? Oppure mi crogiolo nell'illusione che lo sia? Sono davvero così responsabile o fingo soltanto di esserlo?
E, infine... ma non erano già abbastanza i miei di problemi??????
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