30 Marzo 2008
Tengo anche io i libri sul comodino... ma non è una posizione d'onore. A stazionare sul comodino sono generalmente i libri che non mi entusiasmano, quelli che "vuoi assolutamente leggere” ma che poi non ti catturano, quelli che lasci fin dalle prime pagine o quelli che porti avanti a fatica, straziando loro e te stesso. Ma li lascio sul comodino... non so, è che mi dispiacenegare loro anche l'ultima possibilità... magari, chissà, verrà quella notte insonne in cui scatterà qualcosa... del resto i libri sono un po' come le persone: per ognuno c'è un momento nella vita in cui l'incontro può essere propizio... occorre solo cogliere l'istante di quella porta aperta.
E così, questa mattina, mi stavo chiedendo se in un altro periodo della mia vita avrei saputo ugualmente "incontrare”, come mi è successo adesso, Edgar Lee Masters e la sua Antologia di Spoon River. Sarebbe stato lo stesso colpo di fulmine anche anni fa? Oppure lo avrei tenuto sul comodino in attesa del 29 Marzo 2008?
Invece, l'Antologia di Spoon River, sul mio comodino neanche ci è passata... Come spesso accade ai libri che mi coinvolgono, questo ha girato casa con me tutto il giorno, mi ha accompagnato in tutte le occupazioni... l'ho letto sul divano, in piedi in cucina, davanti allo specchio del bagno, appoggiata al muro dell'ingresso ancora con la giacca addosso...
Mi dispiace solo che è prestato... non mi piace avere libri in prestito, sono possessiva con i libri. Questo lo comprerò, certo, ma non è la stessa cosa... non sarà più quello con cui è avvenuto l'incontro.
Intanto, non posso fare a meno di citare uno dei tanti brani che, per mille ragioni diverse, mi hanno colpito... scrivessi tra un'ora, sarebbe probabilmente un altro, ma ora è questo.
Harlan Sewall
Tu non comprendesti mai, o Sconosciuto,
perché abbia ripagato
la tua devota amicizia e i tuoi servigi delicati
dapprima con ringraziamenti via via più rari,
poi col graduale sottrarmi alla tua presenza
in modo da non dovere essere costretto a ringraziarti,
e poi col silenzio che seguì alla nostra
separazione estrema.
Tu avevi curato la mia anima malata. Ma per curarla
conoscesti il mio male, penetrasti il mio segreto,
ed è perciò che fuggii da te.
Perché mentre, riemergendo da un dolore del corpo,
noi baciamo in eterno le vigili mani
che ci han dato l'assenzio, pur rabbrividendo
se pensiamo all'assenzio,
la cura di un'anima è tutt'altra cosa,
perché allora vorremmo cancellar dal ricordo
le parole tenere, gli occhi indaganti
e restare per sempre dimentichi
non tanto del nostro dolore,
quanto della mano che lo ha risanato.
(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River)
Tengo anche io i libri sul comodino... ma non è una posizione d'onore. A stazionare sul comodino sono generalmente i libri che non mi entusiasmano, quelli che "vuoi assolutamente leggere” ma che poi non ti catturano, quelli che lasci fin dalle prime pagine o quelli che porti avanti a fatica, straziando loro e te stesso. Ma li lascio sul comodino... non so, è che mi dispiacenegare loro anche l'ultima possibilità... magari, chissà, verrà quella notte insonne in cui scatterà qualcosa... del resto i libri sono un po' come le persone: per ognuno c'è un momento nella vita in cui l'incontro può essere propizio... occorre solo cogliere l'istante di quella porta aperta.
E così, questa mattina, mi stavo chiedendo se in un altro periodo della mia vita avrei saputo ugualmente "incontrare”, come mi è successo adesso, Edgar Lee Masters e la sua Antologia di Spoon River. Sarebbe stato lo stesso colpo di fulmine anche anni fa? Oppure lo avrei tenuto sul comodino in attesa del 29 Marzo 2008?
Invece, l'Antologia di Spoon River, sul mio comodino neanche ci è passata... Come spesso accade ai libri che mi coinvolgono, questo ha girato casa con me tutto il giorno, mi ha accompagnato in tutte le occupazioni... l'ho letto sul divano, in piedi in cucina, davanti allo specchio del bagno, appoggiata al muro dell'ingresso ancora con la giacca addosso...
Mi dispiace solo che è prestato... non mi piace avere libri in prestito, sono possessiva con i libri. Questo lo comprerò, certo, ma non è la stessa cosa... non sarà più quello con cui è avvenuto l'incontro.
Intanto, non posso fare a meno di citare uno dei tanti brani che, per mille ragioni diverse, mi hanno colpito... scrivessi tra un'ora, sarebbe probabilmente un altro, ma ora è questo.
Harlan Sewall
Tu non comprendesti mai, o Sconosciuto,
perché abbia ripagato
la tua devota amicizia e i tuoi servigi delicati
dapprima con ringraziamenti via via più rari,
poi col graduale sottrarmi alla tua presenza
in modo da non dovere essere costretto a ringraziarti,
e poi col silenzio che seguì alla nostra
separazione estrema.
Tu avevi curato la mia anima malata. Ma per curarla
conoscesti il mio male, penetrasti il mio segreto,
ed è perciò che fuggii da te.
Perché mentre, riemergendo da un dolore del corpo,
noi baciamo in eterno le vigili mani
che ci han dato l'assenzio, pur rabbrividendo
se pensiamo all'assenzio,
la cura di un'anima è tutt'altra cosa,
perché allora vorremmo cancellar dal ricordo
le parole tenere, gli occhi indaganti
e restare per sempre dimentichi
non tanto del nostro dolore,
quanto della mano che lo ha risanato.
(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River)
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