Quando si recita un copione, trovare la giusta intenzione alle battute è fondamentale. Ricordo che durante i corsi e nella preparazione delle commedie (piccole cose amatoriali, intendiamoci...), la ricerca delle intenzioni era la chiave di volta per trovare il personaggio e dargli credibilità... sottolineare una parola anziché un'altra all'interno della frase cambia l'effetto in maniera totale e innesca l'ottimale interazione del dialogo.
Nel teatro ciò viene, più o meno abilmente, guidato dal regista e dalla capacità degli attori.
Nella realtà è tutto più spontaneo e strettamente dipendente dal nostro carattere, dal nostro umore e dalle mille variabili del vivere quotidiano. Ed infinite volte ci capita di eccedere con un determinato tono, di usare una parola inappropriata, di cambiare il senso che si voleva dare alla nostra affermazione... insomma, di venire fraintesi o male interpretati.
Nel suo post di ieri, asvel, (perdonami se ti cito ancora, as!!!!) parlava di intenzioni e di effetti indicando questi ultimi come gli elementi realmente determinanti in questa sorta di equazione. Emotivamente mi viene spontaneo da dissentire, in quanto mi piace pensare di essere una persona sempre pronta (e a volte fin troppo) a cercare di capire le reali motivazioni che si nascondono dietro a certe azioni, ma effettivamente non credo che in giro ci sia tutta questa voglia di comprensione e alla fine del ragionamento devo riconoscere l'inevitabile incidenza dei risultati... soprattutto dei miei!
In un mio vecchio post, prendevo atto con rammarico del fatto di venir considerata spesso una persona più fredda di quel che ritenevo di essere; dopo attenta riflessione ero giunta alla conclusione che poco importava la mia reale natura se poi l'impressione che davo era quella di un certo gelo superficiale... la scelta che potevo fare era quella di fregarmene dell'etichetta o di cercare di modificare... l'intenzione!
Qualche giorno fa, un blogger mi ha definito caustica in un commento che avevo scritto. Naturalmente, ho cercato subito di precisare quello che era il mio pensiero a monte e che forse era stato male interpretato, ma poi mi è venuto spontaneo chiedermi se lui non avesse invece colto un aspetto che, per quanto involontario, poteva essere stato presente.
Siamo davvero così sicuri della purezza della nostra intenzione?
Onestamente credo, talvolta, di cadere vittima di una certa affezione a questi presunti effetti collaterali e quindi di non fare poi molto per evitarli...
Presumo, quindi che su Sedna, oltre al ghiaccio si possa trovare anche della soda...
Nel teatro ciò viene, più o meno abilmente, guidato dal regista e dalla capacità degli attori.
Nella realtà è tutto più spontaneo e strettamente dipendente dal nostro carattere, dal nostro umore e dalle mille variabili del vivere quotidiano. Ed infinite volte ci capita di eccedere con un determinato tono, di usare una parola inappropriata, di cambiare il senso che si voleva dare alla nostra affermazione... insomma, di venire fraintesi o male interpretati.
Nel suo post di ieri, asvel, (perdonami se ti cito ancora, as!!!!) parlava di intenzioni e di effetti indicando questi ultimi come gli elementi realmente determinanti in questa sorta di equazione. Emotivamente mi viene spontaneo da dissentire, in quanto mi piace pensare di essere una persona sempre pronta (e a volte fin troppo) a cercare di capire le reali motivazioni che si nascondono dietro a certe azioni, ma effettivamente non credo che in giro ci sia tutta questa voglia di comprensione e alla fine del ragionamento devo riconoscere l'inevitabile incidenza dei risultati... soprattutto dei miei!
In un mio vecchio post, prendevo atto con rammarico del fatto di venir considerata spesso una persona più fredda di quel che ritenevo di essere; dopo attenta riflessione ero giunta alla conclusione che poco importava la mia reale natura se poi l'impressione che davo era quella di un certo gelo superficiale... la scelta che potevo fare era quella di fregarmene dell'etichetta o di cercare di modificare... l'intenzione!
Qualche giorno fa, un blogger mi ha definito caustica in un commento che avevo scritto. Naturalmente, ho cercato subito di precisare quello che era il mio pensiero a monte e che forse era stato male interpretato, ma poi mi è venuto spontaneo chiedermi se lui non avesse invece colto un aspetto che, per quanto involontario, poteva essere stato presente.
Siamo davvero così sicuri della purezza della nostra intenzione?
Onestamente credo, talvolta, di cadere vittima di una certa affezione a questi presunti effetti collaterali e quindi di non fare poi molto per evitarli...
Presumo, quindi che su Sedna, oltre al ghiaccio si possa trovare anche della soda...
Nessun commento:
Posta un commento