6 Aprile 2008
L'aria è decisamente fresca, per non dire fredda, magari destinata a divenire appena tiepida visto il sole pallido, ma per ora non basta scaldarmi. Guardo la cima della montagna che svetta da dietro gli alberi e rabbrividisco perché è bianca di neve e in aperto contrasto con le gemme che si vedono sui rami
E' trascorso oltre un anno da quando venivo a correre... un anno e diversi chili, devo dire. Abbastanza per ridimensionare le mie velleità atletiche e per abbandonare le tenute attillate.
Sono così tornata alle magliette larghe, alla camminata a passo svelto ed ho ripreso a guardarmi intorno con circospezione, per non dire imbarazzo.
Accendo il lettore mp3 per isolarmi da tutte queste inutili e fastidiose considerazioni e comincio a muovermi sulle note della chitarra dei Green Day, mentre il cantante intona "Wake me up whenSeptemberends". Sorrido perché mi sembra una colonna sonora un po' strana, settembre è così lontano e mi sembra che tante altre cose siano andate perdute insieme a questi mesi. Cammino ancora esitante, quasi a voler ricercare un'andatura persa con il sole dell'estate, a voler ritrovare passi lasciati per chissà quale inspiegabile motivo.
Svegliami quando settembre è finito... sembra che l'esortazione sia rivolta a me, alla mia inquietudine, questo mio odioso piangermi addosso di nascosto ed all'altrettanto odioso, sorridere a tutti. Un lungo inverno trascorso a crogiolarsi nell'ammaliante sensazione della "tristezza delle cose”... quasi un letargo.
Ma adesso non è più inverno. Faccio un bel respirone, tiro indietro le spalle e aumento il passo. Stranamente sento le gambe abbastanza sciolte e accelerando ho la sensazione di ritrovare un certo ritmo. Anche la musica cambia. Che sia davvero così facile scrollarsi di dosso la ruggine? In fondo negli ultimi mesi ne sono accadute di cose... forse non stavo più dormendo da un pezzo... ero solo in attesa...
La canzone è arrivata a quel punto che mi piace tanto, quando, dopo la chitarra entra la batteria e tutto sembra un attimo restare sospeso prima dell'invasione del suono... mi viene un pensiero improvviso e, dopo essermi guardata intorno per un secondo, decido di correre.
Posso farlo ancora! Vorrei sorridere per la soddisfazione, ma sono tutta concentrata a mantenere il fiato giusto perché, accidenti, non voglio fermarmi assolutamente. E penso già alla prossima volta, se riuscirò a compiere un giro in più e se riproverò la stessa sensazione esaltante di vittoria contro quella parte di me che non vuole mai volare. Oh, sarà dura, lo so... è sempre dura. Ma io ora so di poterlo fare.
Rallento sulle ultime note del brano e ansimo tanto che quasi non sento gli ultimi accordi... non ho più freddo e penso che dopotutto è davvero primavera.
solo che ora... chi mi riporterà a casa?
L'aria è decisamente fresca, per non dire fredda, magari destinata a divenire appena tiepida visto il sole pallido, ma per ora non basta scaldarmi. Guardo la cima della montagna che svetta da dietro gli alberi e rabbrividisco perché è bianca di neve e in aperto contrasto con le gemme che si vedono sui rami
E' trascorso oltre un anno da quando venivo a correre... un anno e diversi chili, devo dire. Abbastanza per ridimensionare le mie velleità atletiche e per abbandonare le tenute attillate.
Sono così tornata alle magliette larghe, alla camminata a passo svelto ed ho ripreso a guardarmi intorno con circospezione, per non dire imbarazzo.
Accendo il lettore mp3 per isolarmi da tutte queste inutili e fastidiose considerazioni e comincio a muovermi sulle note della chitarra dei Green Day, mentre il cantante intona "Wake me up whenSeptemberends". Sorrido perché mi sembra una colonna sonora un po' strana, settembre è così lontano e mi sembra che tante altre cose siano andate perdute insieme a questi mesi. Cammino ancora esitante, quasi a voler ricercare un'andatura persa con il sole dell'estate, a voler ritrovare passi lasciati per chissà quale inspiegabile motivo.
Svegliami quando settembre è finito... sembra che l'esortazione sia rivolta a me, alla mia inquietudine, questo mio odioso piangermi addosso di nascosto ed all'altrettanto odioso, sorridere a tutti. Un lungo inverno trascorso a crogiolarsi nell'ammaliante sensazione della "tristezza delle cose”... quasi un letargo.
Ma adesso non è più inverno. Faccio un bel respirone, tiro indietro le spalle e aumento il passo. Stranamente sento le gambe abbastanza sciolte e accelerando ho la sensazione di ritrovare un certo ritmo. Anche la musica cambia. Che sia davvero così facile scrollarsi di dosso la ruggine? In fondo negli ultimi mesi ne sono accadute di cose... forse non stavo più dormendo da un pezzo... ero solo in attesa...
La canzone è arrivata a quel punto che mi piace tanto, quando, dopo la chitarra entra la batteria e tutto sembra un attimo restare sospeso prima dell'invasione del suono... mi viene un pensiero improvviso e, dopo essermi guardata intorno per un secondo, decido di correre.
Posso farlo ancora! Vorrei sorridere per la soddisfazione, ma sono tutta concentrata a mantenere il fiato giusto perché, accidenti, non voglio fermarmi assolutamente. E penso già alla prossima volta, se riuscirò a compiere un giro in più e se riproverò la stessa sensazione esaltante di vittoria contro quella parte di me che non vuole mai volare. Oh, sarà dura, lo so... è sempre dura. Ma io ora so di poterlo fare.
Rallento sulle ultime note del brano e ansimo tanto che quasi non sento gli ultimi accordi... non ho più freddo e penso che dopotutto è davvero primavera.
solo che ora... chi mi riporterà a casa?
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