Pavida-mente
30
Settembre 2008
Non mi piacciono le sorprese. Si, le cose
all'improvviso, intendo... anche quelle piacevoli... mi piace essere preparata
e poi secondo me l'effetto sorpresa penalizza la consapevolezza. Come quando si
incontra inaspettatamente una persona: si resta un po' senza parole, si
improvvisa e solo dopo averla lasciata vengono in mente tutte le cose
che le si potevano dire. Un'occasione sprecata.
O forse sarà che tendo a calibrare le mie
aspettative, non so... Mmm... forse, semplicemente, non mi piacciono le
delusioni...
E' per questo che spesso, quando compro un
libri, leggo subito la fine. Anzi, ho il mio rituale... prima leggo la trama
sul retro o sul risvolto di sinistra e se c'è qualcosa che mi crea ansia...
via, una sbirciatina alla fine! Mica sempre... se è un giallo, cerco di
resistere, ovvio... ma se c'è qualche dubbio che riguarda il protagonista,
allora devo verificare subito. Che ne so... se ad esempio, in un romanzo
d'amore, ci sono due contendenti, devo sapere subito chi sarà il prescelto,
così vedrò di farmelo piacere subito e non parteggerò per lo sconfitto.
Anche a Gennaio, appena comprato Harry Potter ho dovuto controllare che i protagonisti fossero arrivati tutti alla fine... poi mi sono appassionata alla storia.
Anche a Gennaio, appena comprato Harry Potter ho dovuto controllare che i protagonisti fossero arrivati tutti alla fine... poi mi sono appassionata alla storia.
Dunque, il mio motto potrebbe
essere "meglio nessuna sorpresa che una brutta sorpresa"... E' che a
me piacciono i lieto fine, che ci posso fare?
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