if I were a boy... (punti di vista)

Post n°480 pubblicato il 26 Aprile 2009 da sednaa




L’aveva notata subito. Sedeva ad un tavolo laterale, da sola. Lui non riusciva a non notare una donna sola. Non che questa fosse particolarmente appariscente, anzi, un tipo tutto sommato comune, anche se un po’ formosa, proprio come piaceva a lui. Certo, niente a che vedere  con la ragazza che stava alla cassa, ma lì non c’era niente da fare, troppo giovane... aveva già verificato a suo tempo ed ora si limitava a farle qualche sporadico complimento, tanto per mantenere il contatto. Era stato proprio durante lo scambio di battute con la cassiera, che si era accorto della donna: lei fingeva di guardarsi intorno, ma aveva incrociato i suoi occhi almeno un paio di volte ed anche se, ogni volta lei aveva distolto rapidamente lo sguardo,  era sicuro che non si fosse persa nulla della conversazione tra  lui e la ragazza. Così l’aveva osservata un po’… valutò che avesse tra i trentacinque ed i quaranta anni, capelli chiari, lisci e tagliati appena sotto alle orecchie, anche gli occhi gli erano parsi chiari, lineamenti un po’ irregolari ma una bella bocca e soprattutto un generoso decolleté  che si intravedeva dalla camicetta scura ma leggera. Per il resto, avrebbe dovuto aspettare di vederla in piedi, ma a lui non dispiacevano le donne un po’ in carne. Era vestita in maniera semplice, fin troppo considerando che era sabato sera. Ma forse era stata a far compere al centro commerciale ed aveva deciso di fermarsi a mangiare prima di tornare a casa. Continuava, però, a guardarsi intorno, come in attesa di qualcosa. Se solo fosse riuscito ad incrociare di nuovo il suo sguardo, le avrebbe sorriso e magari sarebbe riuscito anche a dirle qualcosa, seppure quello non era certo il posto adatto per tentare approcci, lì lo conoscevano tutti, non poteva mettersi a fare il conquistatore… vabbe’ il modo l’avrebbe trovato. Lo trovava sempre.

Seguitò a sbirciare nella sua direzione ma non riuscì ad agganciare di nuovo lo sguardo, anzi, adesso lei sembrava ignorarlo, apparentemente assorta nella lettura di un giornale, ma probabilmente era una sorta di tattica per attirare l’attenzione, alle donne piaceva fare un po’ le preziose. Poi la vide alzarsi, raccogliere le sue cose e muoversi verso l’uscita. Allora la guardò con una certa insistenza e, come si era spettato, lei non poté fare a meno di lanciarli una fuggevole occhiata. Era evidente che la signora non era rimasta insensibile alla sua attenzione, il problema adesso era come avvicinarla. Svuotò velocemente il bicchiere e si accinse a seguirla, ma fu bloccato da un collega e quando riuscì a liberarsi si diresse frettolosamente fuori, cercando di individuarla. In un primo momento pensò di averne perdute le tracce ma poi la vide ferma in macchina: sembrava stesse parlando al telefono, ma forse aveva voluto aspettarlo. Salì in auto anche lui, mise in moto e molto lentamente le passò a fianco... se era un tipo sveglio avrebbe capito e lo avrebbe seguito. Però lei continuava a parlare al telefono, evidentemente voleva tirare la cosa per le lunghe, questo lo irritò un po' ma continuò a fare il giro del parcheggio una, due, tre volte... prima o poi si sarebbe decisa, ne era sicuro, aveva solo bisogno di essere corteggiata.

Poi, ad un tratto, quando lui era dalla parte opposta del parcheggio, lei partì... Ah, dunque voleva condurre il gioco... voleva essere lei a decidere dove e come, le finte santerelline erano poi quelle più sfacciate... malgrado il vantaggio che si era presa, riuscì a sterle dietro fino a quando svoltò ad un incrocio. Ma dove andava? Proseguì per la via guardandosi intorno alla ricerca dell'auto, poi, quando cominciava a pensare di averla persa, ecco che la incrociò mentre tornava indietro. Ma che faceva?  Trovò uno spiazzo per girare e fece la strada a ritroso cercandola ma era ormai buio e faceva fatica a distinguere le auto. La signora era un po' strana o forse indecisa... Eccola di nuovo... questo gioco cominciava a stancarlo, ma accostò e fece di nuovo manovra per girare e seguirla ancora. Finalmente vide la macchina ferma nello spiazzo dove aveva girato prima, quindi la raggiunse affiancandola.

Ma l'auto era vuota ed intorno non c'era anima viva. Si era dunque sbagliato? O lei aveva cambiato idea? Abitava da quelle parti?

Adesso era lui a sentirsi confuso.  Provò ad attendere un po', infine si rese conto che lei non sarebbe comunque uscita e tentò l'ultima carta: scarabocchò in fretta alcune parole su un foglietto e lo sistemò sotto al tergicristallo...





La realtà delle cose era che lei si era concessa un pasto in quel self service dopo due mesi che mangiava panini sulle panchine del parco intorno all'ospedale... che mentre mangiava non poteva evitare di guardarsi intorno scuriosando nelle conversazioni degli altri... si, era vero anche che non aveva potuto fare a meno di notare quel tipo che faceva manovre viscide con la cassiera e che l'aveva guardata in un modo che non le era piaciuto affatto. Si era affrettata ad andarsene, ma il telefono l'aveva bloccata. Ci aveva messo un po' per accorgersi dell'auto che  girava intorno ed anche se le era sembrato improbabile che lo facesse per lei, aveva deciso di svignarsela quando lui era dalla parte opposta. In realtà era stata scema perché quella stessa macchina se la ritrovo poco nello specchietto retrovisore.

Fu a quel punto che, assurdamente, lei aveva avuto paura. Si era fatto sera e ad un tratto si era resa conto che si trovava in una città, lontana da casa e soprattutto sola. Insomma, a casa lei lasciava persino le chiavi in macchina ed ora era lì con un tizio sconosciuto che la seguiva...

Aveva accellerato per arrivare in fretta alla pensione dove dormiva, un'affittacamere senza troppe pretese ma economico e tranquillo... ma il parcheggio davanti era tutto pieno e lei si fece prendere definitivamente dal panico. Rifece la strada al contrario pensando a come poteva fare a seminare il tipo... Oh, era sicura che lui fosse un tipo inoffensivo, certo, ma perché verificarlo??????

No, allontanarsi dalla pensione era un errore.... meglio tornare indietro e provare nella stradina laterale se c'era un buco dove mettere l'auto.

Fece di nuovo inversione incrociandolo nuovamente... lui doveva ancora girare, quindi aveva un po' di vantaggio... Incredibilmente, adesso c'era un posto libero proprio davanti all'edificio, lei ci si imbucò al volo e scese in fretta. Solo quando si chiuse la porta alle spalle, si rese conto di quanto veloce le battesse il cuore.

Passo il resto della serata a darsi dell'idiota perché si era lasciata prendere dalla paura perdendo lucidità... e magari era colpa sua se lui aveva pensato di andarle dietro... magari aveva fatto qualcosa che era stato frainteso... e se, invece, fosse una persona, come dire, un po' strana? adesso sapeva anche dove stava...

Dormì male quella notte ed al mattino non aveva ancora deciso cosa fare di tutta quella storia. Quando andò all'auto, vide il biglietto...

"ore 12, aperitivo al..." e faceva il nome di un bar della città.
Un appuntamento. Cioè, lei era quasi morta di paura e lui le aveva dato un appuntamento???? Non sapeva se sentirsi più sollevata o arrabbiata per l'evidente mancanza di cervello o stupida per essersi persino sentita in colpa... accartocciò il biglietto e salì in macchina.

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