il tempo di aspettare...

5 Marzo 2009

L’attesa è logorante. Ma non ogni attesa… solo quella avvolta di incertezza. Aspettare qualcosa di cui si è sommariamente certi, non è difficile, basta ingannare il tempo o, se ciò che si attende è particolarmente piacevole, addirittura assaporarne ogni minuto.

Ma se si aspetta una risposta che può cambiare in maniera determinante la nostra vita,  allora è diverso… non è solo una questione di ansia, a quello sono tutto sommato abituata…  è che, inevitabilmente, ogni cosa da fare, da dire, ogni decisione da prendere, anche la più stupida, sembra essere in qualche modo collegata a quell’esito. Ciò significa, tra l’altro, che è praticamente impossibile non pensarci.

E poi c’è quella sensazione di assurda impotenza… sai perfettamente che a questo punto nulla dipende più da te, non puoi più fare assolutamente niente che possa incidere su quel risultato. Come è difficile da accettare… Sai che “lui” è già scritto, sancito… pronuncerà la sua sentenza e tu non potrai appellarti.

E’ in questi momenti che invidio chi riesce a pregare. Pregare sembra, effettivamente, l’unica cosa in grado di interagire con la risposta che aspetti. Se, ovviamente  sapessi davvero pregare… non certo le cantilene ripetute a memoria e, purtroppo, neanche quei pensieri positivi che per anni hai creduto essere il tuo equivalente di preghiera…  no, quello che servirebbe è molto più potente, qualcosa capace di andare a ritroso nel tempo e di cambiare qualsiasi parola scritta, cambiare persino quel che ha determinato quella parola…  impossibile, certo. Razionalmente sai che è impossibile ed è per questo che non riesci a farlo. Eppure continui a pensarci e ti dici che forse dipende da te. E’ il solito dubbio. Niente di nuovo.

D’altra parte sono sempre le vecchie sensazioni che ti logorano di più.

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