precipitevolissimevolmente

Post n°496 pubblicato il 11 Maggio 2009 da sednaa





Ci sono sensazioni che a volte ti sembra di riconoscere ma non ne sei sicuro.  Io le lego ad episodi a cui, con il senno del poi, ho attribuito un significato vagamente profetico o, comunque di spiegazione. Non so, è come se, mentre vivi, tutto ti sfrecciasse troppo velocemente per riuscire a renderti conto della direzione che hai preso, poi qualcosa ti ferma (e generalmente non è mai una bella cosa…) e allora ti sembra di capire tutto. Se sei fortunato e l’evento che ti fa risvegliare è, tutto sommato, risolvibile, ti senti quasi di ringraziarlo per essere arrivato prima di giungere ad un punto irrecuperabile.

Una di queste sensazione io la chiamo “quella del botto” perché lo stop fu particolarmente fragoroso. Molte volte mi sono domandata in che misura in mio cervello decise per me… voglio dire, non è che io pensi di aver voluto effettivamente addrizzare quella semicurva ma a volte ho come il sospetto di aver lasciato che accadesse.  Io non so  se esiste davvero un destino e quanto possiamo discostarci da esso… tutto sommato non mi interessa neanche. So, però, che in certi momenti la nostra capacità di giudizio è talmente offuscata, da farci pensare inevitabili certi epiloghi. E così andiamo loro incontro.

Dopo di allora, ho percorso quella strada e quella esse molte altre volte. Non sempre ci penso ma spesso rallento. Da tempo ho smesso di chiedermi come accidenti ho fatto a perdere il controllo dell’auto e perché non tentai di fare qualcosa invece di limitarmi a stringere il volante e ad aspettare quel botto.  Fu solo fortuna se il fosso non era particolarmente profondo, se la mia traiettoria mancò di poco un muro, se non mi feci  più male di tanto… io sarei andata dritta comunque, indipendentemente da cosa ci fosse stato in fondo. Ma a parte l’inquietante consapevolezza di essere stata immeritatamente graziata,  è la sensazione precedente a quel momento che è rimasta ossessiva dentro di me… quella strana percezione di imminente pericolo, quel senso di panico per l’ignoto, quell’incomprensibile disagio di quando si ha l’impressione che stia per succedere qualcosa… è questa la sensazione che ho paura di non saper riconoscere in tempo. Ovviamente per evitarla.

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