SOTTO LA PIOGGIA
16
Dicembre 2008
Non ho mai avuto un bel rapporto con gli ombrelli. Non che non
ne apprezzi l’utilità, ma li trovo decisamente fastidiosi da portare dietro…
insomma, mi impicciano.
Ricordo un fumetto di Topolino, letto da ragazzina, in cui
Archimede aveva inventato una sorta di disco rotante che stava sospeso sopra
alla testa riparando dalla pioggia… ecco, mi piacerebbe proprio un aggeggio del
genere in modo da avere le mani libere!
Comunque, poiché mi sono dovuta da tempo rassegnare alla mia
impossibilità di passare tra una goccia e l’altra e visto che questa mia
malcelata ostilità ha significato spesso fradiciarmi, ultimamente ho pensato un approccio diverso,
ho cercato insomma di farmi piacere l’oggetto.
Così, lo scorso anno ho comprato un ombrellino veramente carino, color
argento con l’interno blu con le
stelline… in teoria, doveva rendermi invitante l’idea di starci sotto. La
verifica non è stata sempre semplice, però… per quando grazioso, “lui” aveva la
tendenza a trovarsi sempre nel posto sbagliato: era nella mia macchina quando
io mi trovavo in quella di mio marito e mi sorprendeva la pioggia, oppure lo
abbandonavo per settimane nel portaombrelli dell’ufficio.
Insomma, di gocce di pioggia ne ha viste poche.
Il mese scorso, però, ho avuto il vero colpo di fulmine. Ho
trovato il mio ombrello. Come l’ho preso in mano ho desiderato che piovesse per
poterlo portare in giro! Credo che, in
parte, dipenda dal fatto che è
trasparente e quindi starci sotto non mi da’ quel senso di oppressione che
sento altre volte… ma non è solo questo… è la solita storia
dell’oggetto/canzone/poesia/persona fatto apposta per me.
I primi giorni, neanche a farlo apposta, neanche un giorno di
pioggia… smaniavo dalla voglia di esibirlo.
Poi sono stata accontentata. Come direbbe Forrest Gump, “un giorno cominciò a piovere e non la smise più per quattro
mesi. Siamo stati sotto le piogge di tutti i tipi: da quella fina fina che ti
punge, a quella grossa grossa che ti ammacca; la pioggia che scorreva giù di
lato e a volte anche la pioggia che veniva dritta dritta da sotto!! Accidenti,
pioveva anche di notte!!”
Ma non è stato affatto come pensavo.
Con la pioggia “a vento”, ho visto subito che il mio prezioso
ombrellino rischiava pericolosamente l’incolumità e così ho ritirato fuori
quello con le stelle “sacrificandolo” nelle condizioni più avverse. Infatti,
con mio grande dispiacere, si è rotto! Allora ho iniziato a temere per quello
nuovo… una delle stecche è già leggermente piegata… questa mattina ho preferito
mettere il cappello ed ho portato ”lui”, chiuso, dalla macchina all’ufficio!
Furba, eh??????
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