tanto tuonò che...
13
Aprile 2009
Fingere di non avere
aspettative non rende immuni dalle delusioni.
Certo, è ovvio... il motivo sta tutto nel significato di quella prima parola, fingere... perché fingere di non avere aspettative non significa non averne davvero. Non che io lo faccia proprio apposta. Voglio dire, non è proprio fingere... è una specie di tecnica di difesa... uno cerca di ridimensionare le proprie aspettative, qualche volta di non crearsene affatto, abbassa il proprio livello di aspirazioni, si sottostima e così spera di tenere lontano quel sapore amaragnolo che si sente in bocca quando le cose non risultano essere come la tua mente, di nascosto alla tua sciocca strategia, aveva altrettanto scioccamente sperato. Insomma, ci si prova. Magari ci si crede anche. E quel sapore lo si scambia per una difficoltà di digestione, lo si nega... si, ok, è fingere.
Certo, è ovvio... il motivo sta tutto nel significato di quella prima parola, fingere... perché fingere di non avere aspettative non significa non averne davvero. Non che io lo faccia proprio apposta. Voglio dire, non è proprio fingere... è una specie di tecnica di difesa... uno cerca di ridimensionare le proprie aspettative, qualche volta di non crearsene affatto, abbassa il proprio livello di aspirazioni, si sottostima e così spera di tenere lontano quel sapore amaragnolo che si sente in bocca quando le cose non risultano essere come la tua mente, di nascosto alla tua sciocca strategia, aveva altrettanto scioccamente sperato. Insomma, ci si prova. Magari ci si crede anche. E quel sapore lo si scambia per una difficoltà di digestione, lo si nega... si, ok, è fingere.
E allora, ammettiamolo. Io
ho aspettative. E pretese. Talvolta anche eccessive... e quelle le chiamo
direttamente sogni, ma non voglio parlare di questo... No, è sull'argomento
delusioni che voglio concentrarmi. Perché, se è vero che la strategia dell'abbattimento
delle aspettative si è dimostrata un evidente fallimento, è anche vero che alla
delusioni, in un certo qual modo, si finisce con l'abituarsi. Si, insomma,
ormai un po' te le aspetti. Abituarsi alle delusioni non ne addolcisce il
sapore... si impara solo a sentirselo in bocca. Un po' come la nausea di quando
ero incinta... sembrava lieve all'inizio, perfettamente sopportabile, ma non
passava mai e dopo un po' il disagio aumentava fino a diventare fastidio, e poi
malessere che non sconvolgeva solo lo stomaco, ma anche la testa...
Va beh... tutto questo rigiro di parole per
dire che ultimamente sento il peso delle delusioni, soprattutto di quelle che
per un bel po' di tempo ho negato di provare.
Ma, mi chiedo, quanto siamo artefici delle nostre delusioni? Quante energie sprechiamo nel tentativo di prepararci ad esse invece di impiegare la stessa quantità nella effettiva realizzazione dell'obiettivo?
Prepararsi alla delusione ne rende davvero più facile l'accettazione oppure non fa che facilitarne l'arrivo, un po' come nella regola della profezia annunciata?
Ma, mi chiedo, quanto siamo artefici delle nostre delusioni? Quante energie sprechiamo nel tentativo di prepararci ad esse invece di impiegare la stessa quantità nella effettiva realizzazione dell'obiettivo?
Prepararsi alla delusione ne rende davvero più facile l'accettazione oppure non fa che facilitarne l'arrivo, un po' come nella regola della profezia annunciata?
E, soprattutto, come accidenti si fa a
smettere?????????
Nessun commento:
Posta un commento