VISTI E STRAVISTI
15
Febbraio 2009
Le cronache di casa mia, narrano che il giorno in cui arrivarono i miei
primi occhialini da vista (avrò avuto poco più di quattro anni), io li misi
tutta eccitata e corsi fuori per “vedere” il mondo. Più precisamente me ne
andai nell'orto dietro casa, teatro dei miei giochi di ragazzina, ma questa è
un'altra storia... torniamo agli occhiali... rientrai dopo poco, li tolsi
delusa e proclamai: “Mah... io ci ho già visto!” e uscii di nuovo. Non li volli
più mettere fino a quando non mi obbligarono a farlo per andare a scuola.
In realtà avevo anche una parte di ragione perché quegli occhiali dovevano solo farmi abituare a portarli ma la loro correzione era pressoché nulla. In seguito, quando mi furono prescritte letti “vere” ed io potei effettivamente costatare la differenza, non riuscii più a farne a meno (fino all'adolescenza, ovviamente... altra storia anche questa).
Ripensavo a questa storia proprio oggi e mi sono resa conto che mi accade molte volte di “averci già visto”, nel senso che certe situazioni mi sembra di capirle subito... siccome però sono consapevole che la mancanza di elementi può portare ad errori di valutazione e che so essere anche una persona razionale, decido spesso di non lasciarmi condizionare dalla prima impressione, decido persino di ignorarle... ma, dopo questo inutile spreco di disponibilità, di tempo e di energie, finisco con il rendermi conto che invece quel primo pensiero era proprio quello esatto.
Insomma, l'obiettività costa. E dopo averla pagata hai come la sensazione di non saperne cosa fare.
In realtà avevo anche una parte di ragione perché quegli occhiali dovevano solo farmi abituare a portarli ma la loro correzione era pressoché nulla. In seguito, quando mi furono prescritte letti “vere” ed io potei effettivamente costatare la differenza, non riuscii più a farne a meno (fino all'adolescenza, ovviamente... altra storia anche questa).
Ripensavo a questa storia proprio oggi e mi sono resa conto che mi accade molte volte di “averci già visto”, nel senso che certe situazioni mi sembra di capirle subito... siccome però sono consapevole che la mancanza di elementi può portare ad errori di valutazione e che so essere anche una persona razionale, decido spesso di non lasciarmi condizionare dalla prima impressione, decido persino di ignorarle... ma, dopo questo inutile spreco di disponibilità, di tempo e di energie, finisco con il rendermi conto che invece quel primo pensiero era proprio quello esatto.
Insomma, l'obiettività costa. E dopo averla pagata hai come la sensazione di non saperne cosa fare.
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