l'eco delle parole (quello che non vorresti)

7 Febbraio 2009
 

Sono spilli conficcati sotto pelle. Hai recepito le parole, i concetti, ne hai cercato le ragioni, valutata l'obiettività, ti sei offesa, mortificata, arrabbiata, ribellata, rassegnata... passano i giorni, ma loro sono sempre lì, te li porti dietro, li ignori e sei così brava che il più delle volte riesci persino a non sentire il fastidio. Fino a quando non li urti accidentalmente in qualcosa, oppure qualcuno te li muove di proposito. Allora è dolore. Acuto. Come gli spilli, anche le parole ti sono restate nelle orecchie, ti martellano in testa, scavano solchi profondi dentro di te. Il loro frastuono diventa insostenibile. E alla fine ti arrendi e capisci che sono vere.
 

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