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Maggio 2008 su l'eco delle parole
Era stato un episodio
banale. Una di quelle piccole crisi che qualche volta (diciamo spesso),
capitano con i bambini: un contrattempo, una disattenzione, un imprevisto non
fanno andare le cose esattamente come ci si era spettati ed ecco che tutto
sembra una tragedia.
In questo caso non era stato nulla di più che una piccola
delusione. La commessa della pasticceria dove eravamo state, aveva
evidentemente confuso le confezioni di paste e, una volta a casa, avevamo
scoperto che il pacchetto non conteneva neanche una di quelle che mia figlia
aveva scelto con tanta attenzione.
Insomma un dramma!
Noi "grandi" avevamo reagito come ci si aspetta dai
"grandi", provando a farle capire che si era trattato di un errore e
che ormai non ci si poteva più fare nulla perché il negozio era chiuso. Non era
neanche mancata la promessa di nuovi, golosi acquisti per recuperare quello
perso.
Praticamente avevamo affrontato il problema inquadrandolo,
razionalizzandolo e trovando le possibili soluzioni.
Da "grandi".
Ma lei non accennava a calmarsi e così, alla fine avevo anche
perso la pazienza giungendo a sgridarla per tanta ostinazione a non voler
comprendere. Poi, ovviamente, erano seguite le scuse e le coccole e fu a quel
punto che mia figlia disse una cosa che non ho più scordato:
"Io volevo solo
essere consolata." spiegò giustificando il suo momento di crisi.
E allora capii.
Spesso siamo così ansiosi di risolvere i problemi che ci
dimentichiamo di curare il dispiacere. Parliamo, proponiamo, scioriniamo
consigli e non concediamo quell'unica cosa di cui in quel primo
momenti ci sarebbe davvero bisogno... un abbraccio consolatorio, un gesto
o una parola di comprensione.
Non soluzioni, ma affetto.
Quante volte ho
trascurato dimostrazioni che ritenevo inutili e scontate, privilegiando
invece concretezza e attenzione che, certo, fornivano risposte, ma non
scacciavano la tristezza dagli occhi. E quante volte quella tristezza è stata
la mia e tra tutte le parole mi è mancata proprio quella più semplice.
Forse
nel cuore siamo ancora tutti bambini.