tjotiog

22 Settembre 2005

... e poi qualcuno continua a domandarti cosa cerchi qui dentro... come glielo spieghi? Come fai a sintetizzare un bagaglio di incontri, esperienze, sensazioni, giornate nere in cui sfoghi tutte le tue angosce, grigie in cui vigliaccamente evadi ed ignori le parti ingombranti dei tuoi pensieri, rosa in cui ridimensioni tutti i tuoi guai e pensi che hai affrontato e vinto battaglie peggiori... si può tentare, lo so, ma è difficile raccontare a chi, legittimamente intendiamoci, nn ha provato e nemmeno vuol provare tutto ciò.
Ma poi, per fortuna, ci sono tutti quelli che capiscono... capiscono eccome! e così capita che da una serata triste scaturiscano riflessioni, scambi, racconti, con una senso di condivisione che scalda il cuore...
Secondo la mia "preziosa” fonte di intraducibili, a Giava c'è una parola, "tjotjog” che starebbe a significare " una convergenza unica e armoniosa di affari umani”, descrive insomma quei momenti sempre più fugaci, in cui le persone si trovano in sintonia le une con le altre, in cui ogni cosa va al suo posto, in cui la società si muove all'unisono, invece che per contrasto. Armonia collettiva, in cui obiettivi e desideri divergenti diventano una cosa sola.
Io non so se a Giava tutto ciò accade spesso, ma da noi è piuttosto raro, mi sembra. Forse, nel nostro piccolo, in questo spazio indefinibile che è il virtuale, per un istante, un piccolissimo tjotiog l'abbiamo raggiunto.

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