Non dovrei guidare di notte. Dovrebbero scrivermelo sulla patente, sotto all'obbligo di lenti... la notte mi trasforma da comune donna al volante (e già qui qualcuno sparerebbe a zero), a pericolo pubblico su quattro ruote. Un animalus, insomma... ma i quelli buoni, uno di quelli che al primo imbrunire nasconde le chiavi dell'auto per non arrecare danno all'umanità.
Solo che poi succedono gli imprevisti e quel che avevo tanto temuto e cercato di scongiurare, si verifica puntualmente: il ritorno a casa viene posticipato di qualche ora, quel tanto che basta, insomma, per assicurarmi tre ore di viaggio dopo il tramonto.
E mentre il sole scompariva all'orizzonte, ecco che si compivano le prime trasformazioni... no, no, niente peli, ma collo e spalle rigide, testainclinata in avanti e occhi leggermente strizzati... se qualcuno, ipoteticamente, mi avesse seguito, avrebbe osservato una progressiva diminuzione della velocità ed un fastidioso uso eccessivo dei freni, specie incrociando auto dalla direzione opposta.
Chi non ha di questi problemi, non immagina quanto si possano amare le strisce che delimitano la carreggiata. Io le guardo come ipnotizzata srotolarsi davanti a me, disorientata nei tratti in cui sono sbiadite, più sicura laddove qualche benemerito operaio le ha tinteggiate di fresco... dio benedica la manutenzione delle strade, l'anas, ed i cantonieri!
Procedo ad una velocità contenuta... almeno non corro rischi con gli autovelox che di giorno, ogni tanto mi beccano... spesso lo specchietto retrovisore si illumina ai fari di qualcuno costretto ad accodarsi... sento la sua impazienza, immagino persino i commenti... se potesse mi passerebbe sopra per non perdere neanche mezzo dei suoi preziosissimi minuti... anche io se potessi, mi farei piccina piccina. Finalmente riesce a superarmi ed io cerco subito di accelerare per succhiare la scia di quei meravigliosi fari posteriori... ma è inutile, in un attimo sono già scomparsi ed io mi ritrovo sola a cercare le strisce...
Poi la salvezza.
Non so chi sia, perché stia andando più piano degli altri, ma i suoi fari rossi sono più belli di una stella cometa... mi attacco a lui come una cozza. Non so perché ho detto lui ed in realtà sono troppo concentrata sui fari per poter arrischiarmi a sbirciare chi è al volante... non importa: uomo o donna, io amo questo conducente, lo seguirei ovunque... e vorrei seguirlo davvero, anche quando, spietato, mette la freccia ad uno svincolo che non è il mio...
Il buio mi inghiotte di nuovo...
E voi, automobilisti nella notte, se la vettura davanti a voi si comporta in modo strano, non infierite con clacson e abbaglianti... abbiate pietà!
Solo che poi succedono gli imprevisti e quel che avevo tanto temuto e cercato di scongiurare, si verifica puntualmente: il ritorno a casa viene posticipato di qualche ora, quel tanto che basta, insomma, per assicurarmi tre ore di viaggio dopo il tramonto.
E mentre il sole scompariva all'orizzonte, ecco che si compivano le prime trasformazioni... no, no, niente peli, ma collo e spalle rigide, testainclinata in avanti e occhi leggermente strizzati... se qualcuno, ipoteticamente, mi avesse seguito, avrebbe osservato una progressiva diminuzione della velocità ed un fastidioso uso eccessivo dei freni, specie incrociando auto dalla direzione opposta.
Chi non ha di questi problemi, non immagina quanto si possano amare le strisce che delimitano la carreggiata. Io le guardo come ipnotizzata srotolarsi davanti a me, disorientata nei tratti in cui sono sbiadite, più sicura laddove qualche benemerito operaio le ha tinteggiate di fresco... dio benedica la manutenzione delle strade, l'anas, ed i cantonieri!
Procedo ad una velocità contenuta... almeno non corro rischi con gli autovelox che di giorno, ogni tanto mi beccano... spesso lo specchietto retrovisore si illumina ai fari di qualcuno costretto ad accodarsi... sento la sua impazienza, immagino persino i commenti... se potesse mi passerebbe sopra per non perdere neanche mezzo dei suoi preziosissimi minuti... anche io se potessi, mi farei piccina piccina. Finalmente riesce a superarmi ed io cerco subito di accelerare per succhiare la scia di quei meravigliosi fari posteriori... ma è inutile, in un attimo sono già scomparsi ed io mi ritrovo sola a cercare le strisce...
Poi la salvezza.
Non so chi sia, perché stia andando più piano degli altri, ma i suoi fari rossi sono più belli di una stella cometa... mi attacco a lui come una cozza. Non so perché ho detto lui ed in realtà sono troppo concentrata sui fari per poter arrischiarmi a sbirciare chi è al volante... non importa: uomo o donna, io amo questo conducente, lo seguirei ovunque... e vorrei seguirlo davvero, anche quando, spietato, mette la freccia ad uno svincolo che non è il mio...
Il buio mi inghiotte di nuovo...
E voi, automobilisti nella notte, se la vettura davanti a voi si comporta in modo strano, non infierite con clacson e abbaglianti... abbiate pietà!
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