5 Agosto 2006

Nel mio libro sono rimasti pochi i termini intraducibili che nonho ancorariportato e, purtroppo,non ho trovato altre fonti... questo è rimasto a lungo in attesa di essere citato ma ogni volta non riuscivo a sentirmelo pertinente. Forse non volevo, forse mi evocava brutti ricordi, forse ne avevo timore come di un oscuro presagio.
In realtà è un termine positivo, credo... di sollievo, di scampato pericolo... come se qualcuno avesse magicamente rimesso a posto i famosi pezzi...
Kekau... è una parola indonesiana che significa "svegliarsi da un incubo".
Ogni volta che mi ci soffermavo sopra, sentivo come un brivido e voltavo in fretta la pagina... Quando ci si sveglia da un incubo si respira di sollievo, è vero, eppure c'è un lungo istante in cui, pur rendendosi conto di essere svegli, ci si sente ancora intrappolati nel brutto sogno, come se ormai che lo si è fatto, esso si fosse un po' impossessato di noi... l'essersi resi conto di aver "solo" sognato non ci restituisce del tutto la serenità, quasi che l'angoscia provata abbia lasciato un'indelebile cicatrice...
Stasera è il momento giusto per questa parola proprio perché l'incubo sembra tornare e forse mi accorgo che non se ne è mai andato.
Aspetto ancora di svegliarmi.

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