Se il livello di alienazione raggiunto da una persona si misura dal modo in cui questa trascorre il tempo libero, ebbene, io sono al top.
Perché, in realtà, durante questi mesi in cui ho latitato dablog, diari e introspezioni varie, ho comunque sempre acceso il pc e... e giocato a spider. Si, spider... il giochino con le carte tipo solitario, quello con l'insetto nell'icona...
Ecco, mi è bastato nominarlo e, con la scusa di vedere se ricordavo bene come era scritto, mi sono fatta un giretto anche adesso e avreipure fatto a meno di tornare a scrivere.
Scelgo il livello di difficoltà maggiore, ovviamente. E altrettanto ovviamente non riesco quasi mai a terminarlo, anche perché ho sempre fretta e mi rifiuto di riflettere. In realtà faccio così in quasi tutti i giochi, mi lascio guidare dall'istinto confidando che esso sappia ragionare meglio di me e mi suggerisca la mossa migliore. Mi piace pensare che le rare volte che riesco a vincere, siano proprio merito di una qualche predisposizione nascosta e non di pura coincidenza e calcolo di probabilità. In effetti accade raramente.
Ma non importa. Ciò che mi piace è lasciare scorrere l'occhio sulle carte, decidere velocemente quale scala tentare, quale carta sollevare, quando cliccare sul mazzo sperando in una distribuzione benevola. E ricominciare non appena mi sembra che la partita sia vana. Altro giro, altro tentativo...
"Stavolta rifletto", mi dico... "Stavolta non avrò fretta... arriverò in fondo" e lascio vagare la mente tra i colori ed i semi delle carte e scopro che questo mi permette di non pensare a niente... è così riposante.
"Un'ultima volta prima di smettere." mi propongo. "No, un momento... questa non valeva.... adesso è l'ultima... se finisco questa si avvera un desiderio, uno qualsiasi. Ancora una carta... "
La strategia è... nessuna strategia.
Perché, in realtà, durante questi mesi in cui ho latitato dablog, diari e introspezioni varie, ho comunque sempre acceso il pc e... e giocato a spider. Si, spider... il giochino con le carte tipo solitario, quello con l'insetto nell'icona...
Ecco, mi è bastato nominarlo e, con la scusa di vedere se ricordavo bene come era scritto, mi sono fatta un giretto anche adesso e avreipure fatto a meno di tornare a scrivere.
Scelgo il livello di difficoltà maggiore, ovviamente. E altrettanto ovviamente non riesco quasi mai a terminarlo, anche perché ho sempre fretta e mi rifiuto di riflettere. In realtà faccio così in quasi tutti i giochi, mi lascio guidare dall'istinto confidando che esso sappia ragionare meglio di me e mi suggerisca la mossa migliore. Mi piace pensare che le rare volte che riesco a vincere, siano proprio merito di una qualche predisposizione nascosta e non di pura coincidenza e calcolo di probabilità. In effetti accade raramente.
Ma non importa. Ciò che mi piace è lasciare scorrere l'occhio sulle carte, decidere velocemente quale scala tentare, quale carta sollevare, quando cliccare sul mazzo sperando in una distribuzione benevola. E ricominciare non appena mi sembra che la partita sia vana. Altro giro, altro tentativo...
"Stavolta rifletto", mi dico... "Stavolta non avrò fretta... arriverò in fondo" e lascio vagare la mente tra i colori ed i semi delle carte e scopro che questo mi permette di non pensare a niente... è così riposante.
"Un'ultima volta prima di smettere." mi propongo. "No, un momento... questa non valeva.... adesso è l'ultima... se finisco questa si avvera un desiderio, uno qualsiasi. Ancora una carta... "
La strategia è... nessuna strategia.
Nessun commento:
Posta un commento