Sto evitando l'attualità. Come argomento dei miei post, intendo: si, la politica, la cronaca, la cultura... quel che accade nel mondo, insomma.
Magari non se ne era accorto nessuno. Nei miei scritti tendo a privilegiare le mie sensazioni, i miei percorsi mentali rispetto allo scorrere dei giorni ed un sacco di altre questioni di dubbio interesse... ma, del resto,non si è micaobbligati a leggere...
Comunque... anche se nessuno se ne era accorto o, in ogni caso, riteneva la cosa non rilevante, io sono consapevole diaver evitato prese di posizione o esposizioni varie. Perché qualche volta è così difficile farsi un'idea chiara su alcune questioni, figurarsi poi esporla! Generalmente mi capita quando i toni delle varie fazioni interessate sono così esasperati da far perdere di vista, a mio parere, il nocciolo del problema.
Non so, forse è colpa della logica della contrattazione? Bisogna davvero chiedere sempre 100 per ottenere 50? Perché a me spettatore, in certe situazioni, quel 100 tende ad indispormi... Non è che alzando il tiro si rischia di svilire la dimensione reale della questione in ballo? Se io ritengo di avere diritto, che ne so... ad un servizio di trasporti con l'autobus e, per contrattare, chiedo in prima istanza il taxi, la mia richiesta non si trasforma da legittima in pretenziosa mettendo in dubbio il mio reale stato di bisogno?
Si, lo so che poi, nella realtà spesso succede questo e se reclami il giusto non vieni ascoltato mentre se punti i piedi sull'assurdo, riesci ad ottenere qualcosa (perché il sistema pare che risponda molto più in base al volume della protesta che non alla sua motivazione)... però io non riesco a ragionare così e questo mi capita anche quando ascolto le varie dispute. Sembra che sia sempre necessario estremizzare le posizioni e mi chiedo se questo avviene perché risulta molto più semplice che tentare di confrontarsi sugli aspetti centrali e costruttivi.
E poi i toni. Evidentemente vanno tenuti alti per togliere l'attenzione dai contenuti, spesso alquanto poveri. Ma i toni contano. L'eccessiva polemica, la faziosità di fondo, l'aggressività influenzano la mia percezione delle argomentazioni...
"A volte dai più importanza al tono che a ciò che viene detto. " ha osservato ieri mio marito dopo che, al ritorno da una riunione scolastica, gli avevo fatto cronaca e commento dell'accaduto.
Ho aperto la bocca pronta a replicare a quella che potevo interpretare esclusivamente come critica, poi ho sentenziato:
"Perché a volte il tono contribuisce a determinare il valore del contenuto”.
Infatti, proprio in quella riunione, avevo finito con il non sentirmi d'accordo con nessuno.
Magari non se ne era accorto nessuno. Nei miei scritti tendo a privilegiare le mie sensazioni, i miei percorsi mentali rispetto allo scorrere dei giorni ed un sacco di altre questioni di dubbio interesse... ma, del resto,non si è micaobbligati a leggere...
Comunque... anche se nessuno se ne era accorto o, in ogni caso, riteneva la cosa non rilevante, io sono consapevole diaver evitato prese di posizione o esposizioni varie. Perché qualche volta è così difficile farsi un'idea chiara su alcune questioni, figurarsi poi esporla! Generalmente mi capita quando i toni delle varie fazioni interessate sono così esasperati da far perdere di vista, a mio parere, il nocciolo del problema.
Non so, forse è colpa della logica della contrattazione? Bisogna davvero chiedere sempre 100 per ottenere 50? Perché a me spettatore, in certe situazioni, quel 100 tende ad indispormi... Non è che alzando il tiro si rischia di svilire la dimensione reale della questione in ballo? Se io ritengo di avere diritto, che ne so... ad un servizio di trasporti con l'autobus e, per contrattare, chiedo in prima istanza il taxi, la mia richiesta non si trasforma da legittima in pretenziosa mettendo in dubbio il mio reale stato di bisogno?
Si, lo so che poi, nella realtà spesso succede questo e se reclami il giusto non vieni ascoltato mentre se punti i piedi sull'assurdo, riesci ad ottenere qualcosa (perché il sistema pare che risponda molto più in base al volume della protesta che non alla sua motivazione)... però io non riesco a ragionare così e questo mi capita anche quando ascolto le varie dispute. Sembra che sia sempre necessario estremizzare le posizioni e mi chiedo se questo avviene perché risulta molto più semplice che tentare di confrontarsi sugli aspetti centrali e costruttivi.
E poi i toni. Evidentemente vanno tenuti alti per togliere l'attenzione dai contenuti, spesso alquanto poveri. Ma i toni contano. L'eccessiva polemica, la faziosità di fondo, l'aggressività influenzano la mia percezione delle argomentazioni...
"A volte dai più importanza al tono che a ciò che viene detto. " ha osservato ieri mio marito dopo che, al ritorno da una riunione scolastica, gli avevo fatto cronaca e commento dell'accaduto.
Ho aperto la bocca pronta a replicare a quella che potevo interpretare esclusivamente come critica, poi ho sentenziato:
"Perché a volte il tono contribuisce a determinare il valore del contenuto”.
Infatti, proprio in quella riunione, avevo finito con il non sentirmi d'accordo con nessuno.
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