Erase Rewind

26 Agosto 2008
Parlavo del mare, oggi, e di quella mia insana abitudine di starmene ore sotto al sole, quasi fossi un  qualche aggeggio fotovoltaico che ha bisogno di  incamerare energia. Mentre, però, descrivevo con tanta sicurezza il piacere che traggo da questa pratica estiva, improvvisamente ho sentito come un brivido corrermi lungo la schiena e per un momento non sono stata più certa di quel che stavo dicendo. La mia mente è tornata indietro di qualche giorno, a quella mattina in cui, mentre facevo la mia abituale corsa in pineta, ad un certo punto non sono stata più sicura di stare facendo quello che davvero volevo. Per la frazione di un istante mi sono chiesta cosa mi importava, in fondo, di avere una pelle abbronzata ed un fisico più tonico.
Insomma, spesso ci imponiamo alcune cose non tanto per il gusto reale di farle ma solo perché in qualche angolo della nostra mente, siamo convinti che ci piacciano davvero. O, comunque, che ci facciano bene.
Subito dopo, però, mi sono preoccupata per questo pensiero… generalmente è proprio così che arrivano i miei periodi bui. Comincio a rinunciare a cose che improvvisamente non mi sembrano importanti e finisco con il non trovare più nulla per cui valga la pena impegnarsi. E si sprofonda nell'oblio
Insomma, è come se durante questi mesi avessi attivato una sorta di “modalità provvisoria” per riparare i danni del pc e poi ci sono rimasta.
Forse dovrei salvare con nome e riavviare il sistema. Il lavoro fatto in modalità provvisoria dovrebbe comunque rimanere, no?
Mi chiedo cosa ritroverei accendendo di nuovo il pc e cosa mi accorgerei di aver perso per sempre.
 

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