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Io e lei


17 Giugno 2008 su l'eco delle parole

Dopo il benzinaio, ecco il turno del meccanico.

No, non è la lista delle mie conquiste, ma solo quella di coloro che sghignazzano sul tormentato rapporto delle donne, anzi, di questa donna, con la propria auto. Che poi mica è vero che sono così ignorante in materia... o meglio, diciamo che come tutti i rapporti "stabili" anche quello con i motori era iniziato con tutti i migliori auspici; la prima cosa che ho fatto appena acquistata l'auto, è stato imparare a cambiere le ruote... non volevo assolutamente trovarmi impreparata in caso di foratura! Insomma, ero ben disposta, assolutamente recettiva e desiderosa di far funzionare la nostra storia. Ma poi, come accade sempre nei lunghi rapporti, subentra l'abitudine e l'auto ha cominciato ad essere solo "un mezzo di trasporto", qualcosa da utilizzare ed a cui dedicare meno tempo possibile. Mi sono rassegnata ad un rapporto "mordi e fuggi"... Io non so nulla di lei, lei non sa nulla di me, consumiamo i nostri incontri fugacemente, giusto il tempo di arrivare a... destinazione!
Ma dicevo del meccanico. Mi vede fermarmi davanti all'officina e già ridacchia... secondo me si sta chiedendo quale storia pittoresca gli racconterò questa volta prima di richiedere i suoi servizi... oppure già immagina la  fantasiosa descrizione che gli farò dei "malesseri" meccanici (generalmente comincio con "fa uno strano rumore...).
Ma io questa volta lo sorprendo con un vero colpo di scena e senza tante parole gli mostro eloquentemente la leva del tergicristallo che mi è rimasta in mano. "Ma come hai fatto?????" mi chiede. C'è quasi un pizzico di ammirazione per tanta originalità e poi ascolta il mio racconto che commenta solo con un movimento della testa... avete presente Jessica Fletcher quando smaschera il colpevole ed ottiene (sempre) la sua immediata confessione? Fateci caso: lui ammette l'omicidio e poi inquadrano subito lei che squote lentamente la testa, un solo movimento enigmatico, un misto di rimprovero, commiserazione ed incredulità.
Ecco, questa è stata la reazione del mio meccanico!
mmm... devo inizare già adesso a pensare con cosa stupirlo la prossima volta... ah, dimenticavo: devo anche fare benzina, altrimenti ricomincio daccapo....
 

QUESTIONE DI SGUARDI


03 Giugno 2008 
Me ne stavo al supermercato davanti allo scaffale dei prodotti antizanzare... per quelle che erano le mie momentanee intenzioni, stavo elaborando più una strategia bellica che una semplice scelta su cosa acquistare. Ero, insomma, abbastanza concentrata e così non mi accorsi subito dell'uomo che mi si era fermato vicino. D'altra parte, il negozio era abbastanza frequentato e non era certo insolito trovarsi gomito a gomito con qualcuno.
Ma quell'uomo era decisamente in una posizione singolare e fu questo a farmelo notare; era alla mia sinistra, quasi tra me e lo scaffale a cui volgeva il fianco. Pensai che mi volesse passare davanti e così arretrai leggermente per lasciargli il passo, ma lui continuava a restare immabile, praticamente a cinquanta centimetri da me, lo sguardo assente perso in un punto di fronte a lui. Ignorava sia me che lo scaffale, ma sembrava come in attesa.
Esitai ancora qualche istante non riuscendo ad interpretare la situazione, poi, gli rivolsi un "Prego?!" chiaramente perplesso e lui magicamente si risvegliò dal suo stato catatonico.
Mi guardò con un'incredula sorpresa e balbettò: "Oh... credevo che fosse mia moglie... siete vestite uguali..." e si allontanò in fretta, chiaramente imbarazzato.
Inevitabilmente lo seguii con lo sguardo, curiosa di vedere la mia sosia... effettivamente lei aveva degli abiti dello stesso colore dei miei, ma la somiglianza finiva lì: insomma, uno scambio possibile ad una certa distanza ma non certo in un incontro ravvicinato come era stato il nostro!
Ripensai al suo sguardo perso mentre pensava di stare ad aspettare la moglie presa dai noiosi acquisti...
Se non era distanza quella!