... e sempre scelte

12 Ottobre 2005

Penso sia capitato a tutti, più o meno spesso, di leggere un blog, un post, un commento e sentire di comprenderlo profondamente, quasi come se lo avessimo scritto noi o, meglio ancora, qualcuno fosse riuscito a tradurre in parole scritte sensazioni che nn riuscivamo ad esternare. Rimaniamo sempre sorpresi ed in un certo modo emozionati da questa realtà virtuale fatta contemporaneamente di distanza e comunione, anonimato e conoscenza, egocentrismo ed empatia... Ci stupiamo che ci siano persone interessate a leggere i nostri pensieri, ci stupiamo anche del nostro interesse per i pensieri altrui e ci diciamo che questo è la magia del mondo virtuale.
Eppure è, di nuovo, tutta una questione di scelte.
La virtualità nn fa che da catalizzatore.
Noi decidiamo di aprirci, di esporci con i nostri tatzebao emotivi. Decidiamo di metterci in una condizione espressiva e recettiva. La rete nn crea i pensieri, le storie, le riflessioni... fornisce solo un modo alternativo di manifestarli. Alternativo e più semplice, direi. Nn è che su internet si è tutti comprensivi, profondi e interessati: semplicemente qua scegliamo di esserlo.
Perché fuori è così difficile?
Perché nn riusciamo a metterci nella medesima disposizione d'animo, anziché chiuderci nei nostri gusci?
In anni di chat ho assistito spesso a processi di coinvolgimento emotivo: il meccanismo è banale, è quello rituale descritto dalla volpe nel Piccolo Principe... ci si addomestica l'uno con l'altro, si creano i riti... appuntamenti, mail, messaggini, tutto dal sapore vagamente adolescenziale... contemporaneamente, magari, il nostro rapporto "reale” va' a rotoli perché diventa routine, perché gli unici sms che ti mandi riguardano la spesa, perché nn ci verrebbe mai in mente di scriverci una mail con le nostre riflessioni sulla vita, sull'amore e via dicendo.
Ecco che, di nuovo, in rete scegliamo percorsi che nel quotidiano abbiamo deciso di abbandonare.
Forse, dopo aver portato tanto di noi e della nostra vita nel mondo virtuale, nn sarebbe tempo di provare a portare qualcosa della virtualità nel mondo "tangibile”?

Nessun commento:

Posta un commento