radici

19 Ottobre 2005

«Mi sono spesso domandato che ne sarebbe stato di me se fossi nato in una città chiassosa e illuminata, in una tranquilla famiglia borghese. Ma sono nato nel silenzio di un paese medioevale, sulle pendici di un vulcano spento e in una cornice umana dove era difficile discernere il confine tra la realtà e la fiaba. »
( E. Balducci, "Il cerchio che si chiude")

Cito indegnamente questa frase di Padre Ernesto Balducci che, malgrado lo scorrere inesorabile del tempo,sembra descrivere perfettamente i sentimenti che provo verso la mia terra. Una terra che è cambiata, che ha spostato quel confine e che giorno dopo giorno si fa sempre meno fiaba, ma che ancora conserva quel po' di memoria sufficiente ad emozionarmi.
Qualche giorno fa, in un suo post, reallynothing parlava di abitudini e ritualità come di "una rete di piccole verità alle quali appoggiarsi”; io le chiamo radici e forse è vero che si tratta di un legame che "in potenza porta a perdersi”. Percorrevo le vie del paese, domenica mattina, godendo dei colori e degli odori autunnali che automaticamente rievocano vecchie usanze e caldi ricordi. Anche i paesini rincorrono modernità e tecnologia ma meno drasticamente, in un misto di vecchio e nuovo che può apparire contraddittorio: davanti alle case, lungo i marciapiedi, stazionano le auto, sui balconi e sui tetti spuntano parabole, dietro i portoni si sentono i suoni dell'elettronica che ci circonda.
Ma sul retro delle case ci sono le cantine e gli orti.
Non è più così ricorrente vedervi le castagne ad asciugare, le collane di funghi ad essiccare o, più avanti, i torchi per la spremitura del mosto, ma ci sono stati e le immagini sono quasi tangibili nella mia mente. Vi resto aggrappata alla ricerca di rassicurazioni, mi dico che riuscirò a nn perdere la memoria di volti, voci ed affetti che inesorabilmente siamo destinati a perdere ma dolorosamente consapevole di quanto ciò diventi sempre più difficile e di come sia quasi impossibile trasmettere questa stessa memoria a mia figlia. Lei nn ha mai sentito l'odore del mosto dietro casa, ne' io saprò insegnarle come si fa. Nn ne avrà bisogno, lo so, ma porterà con se un pezzetto in meno di radici, dei suoi nonni, di un mondo che cambia così in fretta.
A volte vorrei nn correre dietro alla quotidianità ed al futuro.

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