10 Aprile 2007

Quello che mi frega è la memoria. Nel senso che ne ho troppa. Ok, non in tutti i campi, è ovvio... già ai tempi della scuola mi era capitato di osservare come la mia mente, quella stessa che sembrava avere un rifiuto oltremodo fastidioso per le nozioni, accoglieva senza alcuna reticenza i testi delle canzoni o altre frivolezze!
Ma, a parte qualche argomento e circostanza particolarmente ostici (e generalmente importanti), tendo ad avere una memoria attenta e precisa e questo non sembra essere sempre un bene. Perché avere buona memoria può talvolta risultare imbazzante e ingombrante e spesso fa assumere un atteggiamento vagamente scostante. Come quando, ad esempio, gli amici raccontano per l'ennesima volta qualche aneddoto e tu ti chiedi come sia possibile che tutti gli altri se lo siano dimenticati e tu solo lo ricordi così perfettamente: e puoi scegliere se mostrare la tua inevitabile mancanza di curiosità (cosa estremamente controproducente a qualsiasi fine socializzante), oppure stare al gioco, fingere sorpresa e interesse... chissà che non facciano così anche gli altri, sarebbe proprio il colmo!
Ma la cosa che mi sconcerta di più è vedere come tutto ciò tende a cambiare anche me stessa. Così mi capita di sorprendermi mentre anche io replico battute e racconti che, fino a qualche tempo fa, esibivo in numero unico e la cui ripetizione mi sembrava davvero inconcepibilmente fastidiosa. E devo dire, che anche di fronte alle reazioni che sembrano assolutamente sincere, mi viene da chiedermi come sia possibile che quelle stesse parole siano state tanto rapidamente dimenticate e non so se dispiacermi per tanta palese mancanza di attenzione, o rallegrarmi per quella così labile memoria che mi permette di rispolverare ogni volta pezzi di repertorio.
Alla fine penso di aver optato per la seconda ipotesi.

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