13 Ottobre 2006

Ci sono momenti in cui tutte le questioni non risolte sembrano bussare alla porta. E' una brutta sensazione perché si tratta sempre di problemi complessi, spesso legati tra loro e di difficile risoluzione perché determinati non solo da effettivi inconvenienti, ma anche da dinamiche interpersonali, vizi comportamentali e cronicizzate difficoltà comunicative. Insomma, un casino.
Naturalmente l'unica possibilità è quella di sezionare più che si può ogni singola magagna e con calma cercare di affrontare le... magagnine così ottenute! Qualcuno di mia conoscenza saprebbe trasformare questo banale ragionamento in teoria fisica o matematica, io teorizzo a vanvera!
Ed è appunto in questi miei estemporanei farneticamenti che mi piace sintetizzare il concetto dicendo che "anche un elefante può essere mangiato se lo si fa a fettine” (la metafora non è mia).
Fatto sta che, pur essendo perfettamente a conoscenza di questa tecnica, capitano quei giorni in cui il maledetto elefante ti piomba addosso in tutta la tua imponenza, ti schiaccia il viso, ti piena la bocca, ti soffoca e tu pensi a come accidenti puoi fare per farlo a fettine prima di morire strozzata e bella spiaccicata.
Ecco. Si capisce che questo è, per l'appunto, proprio uno di quei giorni?

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