30 Novembre 2006
C'è una ragazza che mi saluta sempre. Ci siamo conosciute tantissimi anni fa, durante un corso, ma si è trattato di un contatto brevissimo e assolutamente impersonale; in seguito non abbiamo avuto più alcun tipo di rapporto se non quel semplice "ciao” o anche solo un sorriso ed un breve cenno.
Ogni volta che la vedo da lontano penso sempre che non ha motivo per ricordarsi di me e che quindi non ci sarà nessun saluto, così come succede con tantissime altre persone con cui si è avuto un fugace incontro e poi più niente... e invece lei, ogni volta, non evita lo sguardo e si finge indaffarata in qualche altra occupazione per liberarsi dall'eventuale dubbio se salutarmi o meno, e nemmeno mi ignora come potrebbe fare chi davvero non si ricorda o chi ha deciso che un cenno è persino troppo visti gli anni che sono passati. No, lei mi guarda tranquilla e mi saluta come se ci fossimo frequentate fino al giorno prima. Ed io, ovviamente faccio altrettanto. Forse, visto che ormai sono matematicamente sicura della sua reazione, mi arrischio persino a salutarla io per prima.
E allora mi viene sempre da pensare che, evidentemente, è un problema mio. Perché a me capita spesso di pensare che la persona che incontro dopo un po' di tempo non abbia davvero motivo di ricordarsi di me o, comunque, possa ritenere di non avere motivo per salutarmi.
E forse, chissà, mi comporto proprio nel modo a cui accennavo e finisco con il sembrare fredda e scostante.
Ora, come al solito, sto parlando di casi limite, non di una norma... altrimenti sembra che io sia perennemente una musona che si isola da tutti. Non è così. Tra l'altro, abitando in un paesino è normale incontrare e salutare continuamente gente che si conosce.
Però, mi rendo conto che con altre persone mi sottraggo all'eventuale confronto e mi faccio un sacco di scrupoli, mentre sarebbe molto più semplice e logico salutare: poi, se l'altro non ti riconosce è affar suo, no?????
E' da queste cose che mi rendo conto di quanto sia pesante e intralciante portarsi dietro un bagaglio di insicurezze. Certo, ci lavoro da una vita, ho fatto i miei passi avanti, mi conosco ormai abbastanza per attivare, quando voglio, i meccanismi logici, sani e costruttivi... insomma, riconosco le mie masturbazioni mentali e so come arginarle...
Eppure, ci sono ancora tantissime occasioni in cui mi sorprendo a pensare di non valere poi un granché agli occhi degli altri. Poi rifletto e capisco che in realtà gli occhi così severi e selettivi sono i miei.
C'è una ragazza che mi saluta sempre. Ci siamo conosciute tantissimi anni fa, durante un corso, ma si è trattato di un contatto brevissimo e assolutamente impersonale; in seguito non abbiamo avuto più alcun tipo di rapporto se non quel semplice "ciao” o anche solo un sorriso ed un breve cenno.
Ogni volta che la vedo da lontano penso sempre che non ha motivo per ricordarsi di me e che quindi non ci sarà nessun saluto, così come succede con tantissime altre persone con cui si è avuto un fugace incontro e poi più niente... e invece lei, ogni volta, non evita lo sguardo e si finge indaffarata in qualche altra occupazione per liberarsi dall'eventuale dubbio se salutarmi o meno, e nemmeno mi ignora come potrebbe fare chi davvero non si ricorda o chi ha deciso che un cenno è persino troppo visti gli anni che sono passati. No, lei mi guarda tranquilla e mi saluta come se ci fossimo frequentate fino al giorno prima. Ed io, ovviamente faccio altrettanto. Forse, visto che ormai sono matematicamente sicura della sua reazione, mi arrischio persino a salutarla io per prima.
E allora mi viene sempre da pensare che, evidentemente, è un problema mio. Perché a me capita spesso di pensare che la persona che incontro dopo un po' di tempo non abbia davvero motivo di ricordarsi di me o, comunque, possa ritenere di non avere motivo per salutarmi.
E forse, chissà, mi comporto proprio nel modo a cui accennavo e finisco con il sembrare fredda e scostante.
Ora, come al solito, sto parlando di casi limite, non di una norma... altrimenti sembra che io sia perennemente una musona che si isola da tutti. Non è così. Tra l'altro, abitando in un paesino è normale incontrare e salutare continuamente gente che si conosce.
Però, mi rendo conto che con altre persone mi sottraggo all'eventuale confronto e mi faccio un sacco di scrupoli, mentre sarebbe molto più semplice e logico salutare: poi, se l'altro non ti riconosce è affar suo, no?????
E' da queste cose che mi rendo conto di quanto sia pesante e intralciante portarsi dietro un bagaglio di insicurezze. Certo, ci lavoro da una vita, ho fatto i miei passi avanti, mi conosco ormai abbastanza per attivare, quando voglio, i meccanismi logici, sani e costruttivi... insomma, riconosco le mie masturbazioni mentali e so come arginarle...
Eppure, ci sono ancora tantissime occasioni in cui mi sorprendo a pensare di non valere poi un granché agli occhi degli altri. Poi rifletto e capisco che in realtà gli occhi così severi e selettivi sono i miei.
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